Decreto Sostegni Bis: in arrivo il contratto di rioccupazione

Il Governo è pronto a inserire nel Decreto un esonero contributivo per contrastare lo sblocco dei licenziamenti post emergenza sanitaria.



FTA Online News, Milano, 18 Mag 2021 - 13:00

Il Ministero del Lavoro sta mettendo a punto una nuova forma di contratto con l’intento di mantenere alti i livelli occupazionali e di sostenere la ripartenza dell’economia. Vediamo insieme in che cosa consiste quali sono i settori coinvolti e a quali lavoratori è rivolto.

 

Decreto Sostegni Bis: che cos’è il contratto di rioccupazione?

Con la prossima approvazione del Decreto Sostegni Bis verrà introdotta una novità in tema di sgravi fiscali legati alle nuove assunzioni con l’obiettivo di rilanciare il mercato del lavoro.

Si tratta del “contratto di rioccupazione” che prevede, in caso di assunzione di un nuovo lavoratore, di poter usufruire di sgravi contributivi del 100% i quali saranno cumulativi rispetto a quelli già messi a disposizione in precedenza.

Il provvedimento è stato pensato per contrastare l’impatto negativo che avrà la fine imminente del blocco dei licenziamenti e andrà a integrare:

  • il contratto di solidarietà (che consente di portare la retribuzione al 70% a fronte di una riduzione dell’orario di lavoro);
  • il contratto di espansione (che prevede il pensionamento su base volontaria anticipato di 5 anni) il quale verrà esteso anche alle aziende fino a 100 dipendenti.

 

Decreto Sostegni Bis: a quali settori è rivolto e a quali lavoratori?


Il provvedimento rappresenta quindi un’ importante novità per il mercato del lavoro in evidente discontinuità rispetto a quanto fatto in precedenza tenendo presente che il provvedimento è legato alla formazione del lavoratore e al suo inserimento senza limiti di età a fronte di un periodo di prova di sei mesi.

Il nuovo contratto è applicabile a tutti i settori lavorativi e a tutti i lavoratori neoassunti ma lo sgravio diventa strutturale solo se il lavoratore viene assunto a tempo indeterminato con la conseguenza che, nel caso in cui non venga confermato al termine del periodo di prova, l’azienda dovrà versare un importo pari allo sgravio di cui ha beneficiato.

 

 

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