Bonus smart working 2021: arriva la proroga con nuovi importi

Il governo conferma i fringe bonus per chi lavora da casa e ne rimodula gli importi



FTA Online News, Milano, 11 Giu 2021 - 11:30

Oltre alla proroga del bonus fino alla fine di quest’anno arriva per i lavoratori del settore privato e pubblico l’aumento dell’importo destinato a sostenere il reddito di chi lavora da casa per facilitarne il lavoro.

Vediamo di quale importo si tratta e come ottenerlo.

 

Bonus smart working 2021: in che cosa consiste e come utilizzarlo

In tema di smartworking arrivano importanti novità dagli emendamenti presenti nel Decreto Sostegni bis approvato recentemente.

La prima è che il bonus è stato prorogato per tutto il 2021 mentre la seconda è che il nuovo decreto ha raddoppiato da 258 euro a 516 euro la quota dei benefit che il datore di lavoro può versare, esentasse, ai propri dipendenti e collaboratori.

Il bonus quindi è pensato come un vero e proprio strumento di welfare aziendale che prevede una esenzione fiscale per l’acquisto, da parte dei dipendenti, di attrezzature che possano migliorare la qualità del lavoro svolto a domicilio.

I dipendenti che necessiteranno quindi di acquistare strumenti come sedie e scrivanie dovranno rivolgersi alla propria azienda che lo considererà come “fringe benefit” il quale verrà rimborsato poi dallo Stato.

Se l’azienda riconosce il fringe benefit hanno due possibilità:

  • acquistare direttamente sedie e scrivanie consegnandole poi al dipendente a domicilio;
  • utilizzare piattaforme di welfare ad hoc per distribuire voucher ai dipendenti che possono poi spenderli in negozi convenzionati.

 

Bonus smart working 2021: il costo della connessione è compreso?

Lavorare da casa comporta anche l’utilizzo della connessione internet e, in questo caso, non esiste nessuna norma specifica che stabilisca che le spese relative per avere la connessione siano a carico del datore di lavoro.

L’Agenzia delle Entrate ha però stabilito che le eventuali risorse erogate per il rimborso della connessione dati non siano da tassare perché sostenute in telelavoro.

Tali oneri devono in ogni caso essere documentati e non devono contribuire a generare reddito da lavoro dipendente.

In conclusione manca ad oggi una normativa che stabilisca chiaramente limiti e benefici del lavoro “smart” anche in termini di effettivo vantaggio economico e fiscale sia per le imprese che per il lavoratore.

 

 

Articoli Correlati

Smartworking 2021: disconettersi diventa un diritto

Glossario finanziario

Hai dei dubbi su qualche definizione? Consulta il glossario finanziario di Borsa Italiana.

VAI


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.