Mutui: agli italiani piace variabile

Nel primo quadrimestre 2013 la maggior parte dei finanziamenti ha interessato mutui a tasso variabile.



FTAOnline, Milano, 17 Mag 2013 - 09:41

Ottenere un mutuo in Italia è sempre più difficile ma chi lo richiede ha le idee chiare. La stragrande maggioranza delle richieste ha interessato mutui a tasso variabile che hanno avuto decisamente la meglio sugli altri.
Si punta su mutui a lunga durata,  per acquistare la prima casa, con un importo medio vicino a 130 mila euro.

Il tasso variabile è il più amato dagli italiani
Il tasso variabile, dunque, è decisamente la formula preferita dagli italiani. Lo attestano i dati raccolti dal sito specializzato MutuiOnLine.it che conferma come da gennaio ad aprile almeno il 60% dei richiedenti abbia optato per il tasso variabile.

Perché si preferisce il tasso variabile?
Il tasso variabile è preferito dagli italiani in quanto fa risparmiare: oggi il miglior tasso variabile costa 250 punti base in meno del miglior tasso fisso (3% contro 5,5%) rendendolo così più conveniente di quello variabile (su un mutuo da 150 mila euro in 20 anni, il risparmio è infatti di circa 1000 euro l’anno).

In media, si punta ad una durata medio – lunga compresa tra i 30 e i 40 anni per limitare i rischi. Andando ancora più nel dettaglio, il 72% delle richieste di mutuo arriva da persone o famiglie che ne hanno bisogno per acquistare la prima casa, mentre solo l’8,7% richiede un mutuo per acquistare la seconda casa.
Inoltre ci sono un 9,6% di domande per mutuo destinato a sostituzione o surroga e un 5,8% che impiegherà i soldi per la ristrutturazione.

L’importo erogato è vicino ai 130mila euro (128.543 euro) mentre il rapporto tra somma richiesta e il mutuo stimato per il valore dell’immobile varia tra il 70 e l’80%.
Quanto alle zone d’Italia dalle quali sono provenute le richieste, rimane in testa il Nord con il 41%, seguito dal Centro con il 37% e dal Sud con il 13%,. In coda le Isole con il 7,4%.

Rischi
Ma anche la scelta del tasso variabile ha i suoi aspetti negativi: le rate dei mutui a tasso variabile, infatti, possono aumentare, ed anzi sono destinate a farlo dato che gli indici europei cui è agganciato il calcolo degli interessi di un mutuo a tasso variabile, i cosiddetti Euribor, sono necessariamente destinati a salire (al momento sono praticamente a 0, dati lo 0,11% quale tasso mensile e lo 0,21% quale trimestrale).

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