Il denaro costa meno e il mutuo cambia

Ecco come cambia l’importo della rata del mutuo dopo le decisioni della BCE



FTAOnline, Milano, 15 Nov 2013 - 18:22

Il taglio del costo del denaro dallo 0,50% allo 0,25% deciso dalla Banca Centrale Europea avrà un impatto sostanzialmente positivo per i mutuatari sui finanziamenti sia a tasso variabile già concordati e da concordare sia per quelli a tasso fisso da concordare. Il tutto, ovviamente, a patto che il tasso interbancario, ovvero quello al quale le banche si scambiano il denaro tra loro, si adatti di conseguenza alla riduzione decisa dalla Bce.

Scende il costo del denaro, gli effetti sui mutui a tasso variabile
Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile si può distinguere tra i finanziamenti legati all’indice Euribor e quelli indicizzati al tasso della Bce.

Gli effetti sui primi saranno in realtà piuttosto contenuti: visti i livelli già bassissimi dell’Euribor (a 1, 3 o 6 mesi), il taglio del costo del denaro potrebbe non determinare variazioni significative nella rata del mutuo.

Discorso diverso vale per i mutui a tasso Bce, ossia direttamente indicizzati al costo del denaro fissato dalla Banca centrale. In questo caso, la decisione di Francoforte avrà effetti più rilevanti: come evidenzia una rilevazione di Federconsumatori, su 100mila euro con rimborso in 10 anni si potrà avere un risparmio di 11 euro al mese, con rimborso in 20 anni di 14 euro, con rimborso in 30 anni di 14 euro. Un mutuo da 200mila euro potrebbe invece vedere riduzioni mensili rispettivamente da 23 euro, 26 euro, 28 euro.

E per il tasso fisso?

Altro scenario ancora è quello dei mutui a tasso fisso. Non cambia nulla per quelli già stipulati e quindi già fissati su una rata costante, mentre per quelli che devono essere ancora concordati le condizioni potrebbero diventare più favorevoli. Federconsumatori calcola un risparmio che va dai 156 euro annui per un mutuo da 100mila euro con rimborso in 10 anni, ai 372 euro all’anno per un mutuo da 200mila euro con rimborso in 30 anni.

Risparmi che, se ottenuti, sarebbero una boccata d’ossigeno per i consumatori italiani: nel Belpaese, infatti, si paga un tasso d’interesse totale (Taeg) più alto dell’1,62% rispetto al resto d’Europa, vale a dire 20.400 euro in più per un mutuo da 100mila euro con rimborso in 20 anni.

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