Assicurazioni sulla Vita: la scelta fra Capitale e Rendita

Diverse per natura le assicurazioni del ramo vita pongono i risparmiatori di fronte ad un dilemma al momento della scadenza contrattuale



09 Mag 2008 - 09:14

Diverse per natura le assicurazioni del ramo vita pongono i risparmiatori di fronte ad un dilemma al momento della scadenza contrattuale: capitale o rendita?

Capitale o rendita?

Nel caso in cui l’assicurato scelga il capitale, può incassare la cifra maturata, tutta in una volta: la compagnia assicurativa calcola il capitale lordo cui si ha diritto e, prima di versare la cifra, calcola e sottrae le tasse da pagare.

Se si sceglie la rendita, alla scadenza della polizza la compagnia comincia a versare periodicamente una somma al cliente per tutta la vita. Il tipo di tassazione dipende da quando è stata stipulata la polizza:

  • le rendite delle polizze firmate fino al 31 dicembre 2000, sono tassate attraverso l'irpef per il 60% del loro importo.
  • per le rendite firmate a partire dal 1 gennaio 2001 sono tassati i rendimenti del montante (il capitale che non viene versato, ma che genera la rendita) del 12,5%. In questo caso la compagnia calcola e versa l'imposta.
La strategia del mantenimento

I risparmiatori che si trovino, dopo una vita di versamenti, a dover decidere della propria polizza dovrebbero tenere in considerazione i calcoli di convenienza utilizzati dalle compagni assicurative.

Analizzando le varie opzioni infatti si realizzerà come nella maggior parte dei casi la trasformazione della rendita in capitale sia penalizzante, sebbene preferita dalle compagnie.

Questo naturalmente perché, per quanto le compagnie assicuratrici siano tenute per legge, ad operare conversioni favorevoli per i propri clienti, nel caso in cui venga richiesta la capitalizzazione si eviteranno di dover corrispondere vitalizi più lunghi del previsto, dato l’allungarsi dell’aspettativa di vita della popolazione.

Questione di statistica

I vitalizi sono in genere calcolati sulle statistiche demografiche di mortalità. Data la crescita progressiva dell’età media quanti abbiano sottoscritto una polizza vent’anni fa avrà una significativa probabilità di beneficiare dall’allungamento della vita. Se vent’anni fa infatti la compagnia aveva fatto una previsione di vita media per gli assicurati intorno ai 68 anni, oggi agli assicurati è invece associata una speranza di vita fino ai 75 anni.

Quando conviene la rendita?

Trarranno beneficio dalla rendita vitalizia i soggetti tra i 60 e i 65 anni che abbiano accumulato una rendita di almeno 100mila euro. In questo caso infatti il vitalizio consentirà una significativa integrazione, se non la sostituzione, della pensione.

Cosa fare col capitale?

Nel caso si decida di riscuotere il capitale vale la regola del “buon investitore” per cui è bene mantenere gli obiettivi iniziale investimento evitando di scegliere nuovi strumenti speculativi simili ai prodotti assicurativi, come le polizze index o unit linked, di cui non si abbia una conoscenza consolidata.

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