Rc Auto:  500.000 firme contro i rincari

FTAOnline News Milano, 08 Apr 2011 - 16:40

La protesta contro il caro Rc Auto non è affare esclusivo dei consumatori e coinvolge – adesso – anche gli agenti di assicurazione. Il Sindacato Nazionale degli Assicuratori – con l'appoggio delle principali associazioni dei consumatori – ha infatti deciso di contestare l'incremento delle tariffe Rc Auto, promuovendo una petizione popolare da consegnare al presidente della Camera.

Le polizze sono aumentate del 173% dal 1994 ad oggi

Sotto il documento di protesta si sono raccolte 500mila firme di cittadini stanchi dei continui rincari dell'assicurazione, dovuti anche alla mancanza di concorrenza.

Nel corso degli anni, più volte, le diverse associazioni di consumatori hanno segnalato come dal 1994 a oggi i prezzi delle polizze Rc auto siano cresciuti del 173%. Anche il raffronto con gli altri Paesi europei, poi, è impietoso: secondo i numeri presi in considerazione dai consumatori per circolare sulle strade italiane protetti dall'assicurazione si paga almeno il doppio che nel resto del Vecchio Continente.

Una situazione che è sicuramente negativa per i consumatori, ma che non è favorevole nemmeno agli agenti di assicurazione, come manifestano l'iniziativa di protesta e i risultati di un'indagine condotta da IAMA Consulting. Secondo lo studio, dal 1997 al 2009 si sono persi circa 2.200 posti di lavoro per gli agenti e, come se non bastasse, hanno chiuso i battenti circa 4.000 agenzie (mentre tutti gli indicatori fanno pensare che tale crisi continuerà).

La soluzione è nelle agenzie plurimandatarie?

La forte penalizzazione che i consumatori stanno subendo è frutto della contrazione della presenza di agenzie plurimandatarie.

Come sconfiggere il caro-polizza? Secondo il Sindacato degli assicuratori, agenti e clienti avrebbero da trarre notevoli vantaggi, se si operasse sul mercato ponendosi i seguenti obiettivi:

·      la difesa del plurimandato per fornire la possibilità al cliente di ricevere più offerte da parte dell'agente di fiducia;

·        l’apertura a gruppi stranieri per avere più concorrenza;

·        la semplificazione delle incombenze burocratiche imposte dal Codice delle Assicurazioni private e soprattutto dal collegato Regolamento Isvap n.5 ,

·      la lotta alle frodi e alle speculazioni;

·       l’azione di contrasto verso l’abbandono del territorio da parte delle compagnie e, più in generale, contro la loro politica distributiva imperniata intorno ad una logica finanziaristica che dimentica il funzione sociale svolta dalle assicurazioni.

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