RCauto: frena la raccolta premi

In diminuzione del 7% il raccolto delle compagnie



FTAOnline, Milano, 23 Feb 2009 - 10:56

Anno horribilis per il comparto assicurativo il 2008 ha fatto registrare alle compagnie del settore un netto calo (del 7%) nella raccolta premi. Lo rileva l’Ania secondo cui il totale raccolto dalle compagnie si sarebbe fermato a 92 miliardi di euro contro i 99 miliardi del 2007.

Il rallentamento riguarda anche il ramo dell'rc auto, tradizionalmente in positivo, la cui raccolta sarebbe scesa ai minimi di sempre, praticamente da quando nel '69 fu introdotto l'obbligo di assicurazione per tutte le auto circolanti.

Polizze vita: le grandi danneggiate

Fortemente penalizzato il ramo vita. Analizzando l’andamento dei rami del comparto i premi risultano, infatti, in base alle previsioni aggiornate della compagnie, pari a poco meno di 55 miliardi di euro, con un drastico ridimensionamento dell'11% rispetto all'anno precedente. Il calo è stato ancora più drastico se si guarda solo alla nuova produzione vita, diminuita nell'anno del 18,5%.

RcAuto: forti rallentamenti

Risulta meno danneggiato rispetto al ramo vita, quello danni (che nel 2008 ha registrato una flessione più contenuta dello 0,3%, viaggiando sui 37,5 miliardi di euro) sebbene l’rcAuto rinunci al proprio ruolo di traino del settore. Il comparto avrebbe infatti sofferto in modo più deciso, con un calo stimato dall'associazione delle imprese, di ben il 3%. La raccolta è così scesa a 17,7 miliardi di euro.

I risparmi del plurimandato

Focalizzandosi sul paradosso dell’aumento del numero di autovetture e la contestuale diminuzione della raccolta assicurativa, si può concludere, sostengono all’Ania, che nel 2008 gli italiani abbiano speso meno per l’assicurazione in virtù di una maggiore concorrenza introdotta con il decreto Bersani. Il risparmio complessivo, secondo le rilevazioni, si attesterebbe introno al 3%.

Nonostante le polemiche sollevate dalle associazioni consumatori il Presidente dell’Ania Cerchiai rassicura dai timori dell’Antitrust sul ritorno al monomandato. ''Per quanto poi attiene il divieto di monomandato - conclude - e' ormai verificato che la sua introduzione ha determinato, come era inevitabile, un aumento dei costi di distribuzione. L'aumento dei costi non e', e non può mai essere, a prescindere da ogni ragionamento teorico, nell'interesse dei consumatori. Non e' un caso che il divieto di monomandato non e' mai stato previsto, ne' lo e' ora, nella legislazione di alcun paese al mondo''.

Stando infatti alle parole del Presidente dell’ANIA le coperture assicurative pluriennali, specie nel settore delle polizze della salute, possono essere tali da permettere al consumatore di potersi assumere, con vantaggi non indifferenti in termini di condizioni e costi, un impegno contrattuale che vada oltre i dodici mesi.

 



Glossario finanziario

Hai dei dubbi su qualche definizione? Consulta il glossario finanziario di Borsa Italiana.

VAI


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.