Polizze per matricole in difficoltà

Una garanzia sul debutto in Borsa che copre dalle cause degli azionisti



FTAOnline News, Milano, 08 Set 2008 - 11:42

Pratica utilizzata principalmente dalle grandi società quella delle assicurazioni per le matricole accompagna da qualche mese a questa anche le matricole di piccola entità. Una garanzia sul debutto in Borsa che copre dalle cause degli azionisti. Nel 2007 sono stati sottoscritti circa 20 contratti di questo tipo sul totale delle società sbarcate a Piazza Affari, coperture contro le richieste di risarcimento in arrivo dagli azionisti che si sentono frodati.


I premi assicurativi

I numeri per la sottoscrizione sono piuttosto consistenti, arrivando a toccare i 180 mila euro per un massimale di 25 milioni di euro e una garanzia completa che dura per un periodo di cinque anni. Per un massimale di 10 milioni il premio invece è di 100 mila euro. Si tratta di cifre, pensate per un tipo di aziende che hanno un giro d’affari che va dai 150 ai 200 milioni di euro. Al crescere delle dimensioni aziendali naturalmente aumenta anche il premio. Il premio viene capitalizzato e dedotto ai costi della quotazione senza essere quindi sottratto dall’utile.

Ipo a rischio trasparenza

Il massiccio ricorso a tutele assicurative da parte delle matricole di Piazza Affari è una risposta consequenziale all’aumento del numero di controversie che sono in crescita in tutta Europa. In relazione a questo aumento, c’è una consapevolezza crescente anche della responsabilità che incombe sugli Amministratori e Dirigenti delle società. Ciò è sicuramente più rilevante quando le aziende fanno una offerta pubblica di titoli (Ipo) perché in questo caso il firmatario del Prospetto informativo, che è quel documento che l’investitore legge prima di decidere se sottoscrivere le azioni, ha una responsabilità personale per i suoi contenuti, e perciò potrebbe pagare di tasca propria per le richieste di risarcimento avanzate da chi acquista i titoli.

Risarcimento legittimo

Tra le cause maggiormente intentate dagli azionisti figurano quelle relative alla scarsa trasparenza contabile delle società quotate. Il risarcimento è infatti legittimo al verificarsi di una discrepanza tra la realtà dell’azienda e quanto riportato nel prospetto informativo come nel caso di proiezioni finanziarie inesatte. In sostanza imbellire le matricole per renderle più attraenti agli occhi degli investitori può costare salato. Ai danni comunque ci pensa la compagnia di assicurazione, che quindi finisce per essere anche un ulteriore garante della veridicità di quanto riportato nel prospetto.

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