Polizze infortuni quali alternative?

Un utile paracadute contro i danni causati durante le attività professionali ed extra-professionali



FTAOnline News, 12 Gen 2009 - 09:52

Disegnati per proteggere da danni ed eventuali inabilità causate nello svolgimento delle proprie mansioni professionali od extra-professionali questi prodotti assicurativi hanno caratteristiche, premi e coperture diverse a seconda di quanto concordato contrattualmente.

Caratteristiche e coperture

In linea di massima le polizze infortuni sono contemplate per tre tipi di eventi:

  • morte,
  • invalidità permanente
  • inabilità temporanea.

In quest'ultimo l’assicurazione copre eventuali incidenti che costringano a stare lontani dal lavoro per un certo periodo di tempo. Con invalidità permanente (che può essere totale o parziale) invece si intende la perdita definitiva della capacità di svolgere un dato lavoro.

Clausole contrattuali

Nella sottoscrizione di un contratto assicurativo di questo tipo, affinché siano garantite le coperture del caso, è opportuno indicare tutte le attività svolte dall’assicurato.

Da tenere presente che le assicurazioni prevedono nelle garanzie di base solo sport svolti a livello dilettantistico: quelli professionali possono richiedere premi maggiori. In qualche caso non sono nemmeno previste coperture: ad esempio durante le gare organizzate da federazioni sportive valgono le polizze stipulate dall’ente organizzatore.

Restano al di fuori della garanzia anche sport pericolosi o violenti (rugby, roccia, lotta, bob, pugilato, parapendio, paracadutismo...). Alcune compagnie prevedono la possibilità di estendere la garanzia anche a questi sport, pa-gando di più. Viene riconosciuta però solitamente solo l’invalidità permanente ed è prevista una franchigia fissa.

Rischi vari e spese mediche

Oltre a quelli sportivi, le polizze coprono alcuni rischi di base:

  • rischi di circolazione (sia come conducente sia come passeggero);
  • lesioni muscolari (strappi, stiramenti, contratture...). Sono comprese le ernie dovute a traumi e a sforzi, ma con alcune limitazioni: se non sono operabili l’indennizzo per invalidità permanente non supera il 10% della somma assicurata. Se sono operabili viene riconosciuta una diaria per un massimo di 30 giorni;
  • tumulti popolari e atti di terrorismo (sempre che non si prenda parte attiva);
  • calamità naturali (la copertura non è prevista da molte compagnie;
  • rischio aereo (la tutale scatta solamente nel caso di voli destinati al tra-sporto pubblico di passeggeri);
  • una garanzia ulteriore è quella che prevede il rimborso delle spese sanitarie, sulla base di un massimale scelto dall’assicurato tra un minimo e un massimo stabilito dalla compagnia. In qualche caso risultano coperti anche danni “estetici”, come quello causato da una profonda cicatrice sul volto. Gli indennizzi sono però bassi (tra i 2.500 e i 5.000 euro).

Risarcimento: la via più breve

Per ottenere velocemente l’indennizzo al verificarsi dell’infortunio, si dovrà provvedere ad inviare all’agenzia una raccomandata a/r entro 3 giorni in cui si indichino generalità (proprie o quelle dell'infortunato se è un familiare), numero della polizza e dove, come e quando è avvenuto l'infortunio.

Per maggiore completezza si dovranno allegare alla raccomandata anche i certificati medici, l'eventuale cartella medica del ricovero, le visite specialistiche effettuate e tutti gli altri documenti sanitari, avendo cura di mantenerne una copia per sé.

Se l'assicurazione copre anche l'inabilità temporanea, il certificato medico deve riportare anche i giorni necessari per la guarigione completa. Se la polizza prevede il rimborso delle spese mediche, è opportuno conservare tutte le ricevute.

Se l'assicurato è deceduto in seguito all'infortunio, l'obbligo di denuncia spetta a chi è destinata la polizza (i beneficiari). Se questi non sono indicati, allora tocca agli eredi.

Disdire la polizza

La recessione contrattuale, anche nel caso di polizze decennali, non è più soggetta a penale, grazie alle novità introdotte dalla legge Bersani. La possibilità vale sia per i contratti stipulati dopo l'approvazione della legge, sia per quelli antecedenti. In quest'ultimo caso, però, il recesso è possibile solo dopo che il contratto è durato almeno tre anni. Per recedere bisogna dare un preavviso di 60 giorni. Alla scadenza di 10 anni, il contratto si rinnova tacitamente per un altro anno, a meno che non venga fatta una disdetta esplicita.

 

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