Polizze index: più controlli e meno rischi

Nuove regole contabili per i bilanci assicurativi



FTAOnline, Milano, 05 Gen 2009 - 10:47

Cambiano le regole per le società assicurative. Più garanzie e trasparenza sui prodotti e regole più ferree sulla contabilità. L'ISVAP ha infatti messo in pubblica consultazione sul suo sito il regolamento attuativo delle disposizioni del decreto ''anticrisi'' 29/11/2008 che attenuano il principio del fair value (valutazione delle poste di bilancio ai valori di mercato). Tra le principali disposizioni messe a punto dall’Authority del settore una maggiore responsabilità delle assicurazioni nel caso di insolvenza e regole di bilancio più ferree.

Il rischio del sottostante

La forte componente finanziaria delle polizze index ha assicurato per anni rendimenti più alti rispetto ai tradizionali investimenti delle polizze vita, rappresentati da obbligazioni e titoli di Stato.

La vexata questio però riguarda il fatto che tali polizze venivano vendute come “a capitale garantito”, con il prodotto caratterizzato dall’elevato contenuto finanziario delle prestazioni offerte, di norma agganciate a panieri di indici azionari o ad altri valori di riferimento. E le cui modalità di partecipazione al rischio di investimento - hanno amaramente scoperto recentemente i consumatori coinvolti - ricadevano poi sull’assicurato, perché nella maggior parte dei casi le garanzie delle index linked non risultavano a carico dell’assicurazione ma di una società terza che emetteva l’obbligazione e che in caso di insolvenza scaricava il rischio sui clienti.

Un’eventualità, quest’ultima, mai presa in considerazione dal momento che non si sarebbe potuto pensare al fallimento di una banca. Ma la crisi dei mercati ha ora dimostrato che tutto è possibile. Tanto che ora questo meccanismo è stato bloccato dall’Isvap.

Quali novità?

L’aspetto più importante introdotto dalla riforma del settore sta nel divieto di lasciare che il rischio di controparte sia a carico dei sottoscrittori. Secondo l’Isvap devono assumerlo direttamente le compagnie, mentre chi investe può correre solo il rischio legato al mercato, vale a dire l’andamento dell’indice o del paniere di titoli al quale la polizza è indicizzata. L’obbligo dell’assicurazione è quindi quello di garantire la restituzione del capitale.

Gli indici di riferimento cui il derivato è legato dovranno inoltre essere semplici e comprensibili, trattati su mercati regolamentati e liquidi perché i sottoscrittori dovranno poterne seguire facilmente l’andamento.

È previsto, inoltre, l’obbligo di diversificare i contratti assicurativi, a garanzia della restituzione del capitale, con un limite massimo di investimento pari del 10% del totale delle riserve relative ai contratti.

Deve essere infine previsto che, in caso di morte dell’assicurato, la compagnia rimborsi a beneficiari o eredi l’intero capitale versato fino a quel momento e non una somma legata all’andamento dell’obbligazione. In questo modo, secondo Giannini, si riporterà il prodotto alla sua natura assicurativa.

Le nuove vesti della contabilità

Il nuovo regolamento relativo alla contabilità assicurativa invece stabilisce che i valori patrimoniali risultanti dall'applicazione di questi più favorevoli criteri di contabilizzazione siano validi ai fini di vigilanza ma fissa alcune misure cautelari al fine di preservare la struttura patrimoniale delle compagnie. Tali misure riguardano i criteri di ammissibilità degli accantonamenti a fronte della mancata svalutazione, la valutazione a zero dei titoli di emittenti (come Lehman Brothers) oggetto di procedure concorsuali, la tempistica dell'operazione, la possibilità per l'ISVAP di chiedere comunque piani di rientro ove necessario. Il regolamento sancisce infine il ruolo cruciale degli organi amministrativi delle società sia nella scelta di avvalersi dei benefici del decreto sia nella successiva fase di controllo.

Cambiano dunque le modalità di copertura delle riserve tecniche e il margine di solvibilità. Al fine di evitare effetti di propagazione dovuti alla crisi finanziaria in atto, il decreto prevede che in via eccezionale e temporanea le attività finanziarie possano essere valutate ai prezzi risultanti dalla relazione semestrale di bilancio al 30/06/2008 invece che al minore valore corrente espresso dai mercati finanziari che, in questa fase di crisi, sono ritenuti scarsamente rappresentativi dei fondamentali dell’investimento.

Obiettivo trasparenza

Il regolamento - informa un comunicato - e' reso necessario dal fatto che l'attenuazione di detto principio prevista dal decreto cambia le modalità applicative degli istituti prudenziali tipici del settore assicurativo, come le attività a copertura delle riserve tecniche e il margine di solvibilità. Al fine di evitare effetti di propagazione della crisi finanziaria in atto, il decreto ha previsto che in via eccezionale e temporanea le attività finanziarie a carattere non durevole - categoria questa nella quale e' classificata piu' della metà del portafoglio titoli del mercato - possano essere valutate ai prezzi risultanti dalla relazione semestrale di bilancio al 30/06/2008 invece che al minore valore corrente espresso dai mercati finanziari che, in questa fase di crisi, sono ritenuti scarsamente rappresentativi dei fondamentali dell'investimento. Le società che si avvalgono di tale possibilità devono accantonare utili pari all'importo della svalutazione maturata ma non contabilizzata.

Glossario finanziario

Hai dei dubbi su qualche definizione? Consulta il glossario finanziario di Borsa Italiana.

VAI


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.