L’abolizione dell’Imu verrà pagata dalle polizze vita

Si abbassa il tetto della detrazione dei redditi per chi ha una polizza vita.



FTAOnline, Milano, 25 Set 2013 - 12:50

A partire dalla prossima dichiarazione dei redditi chi possiede una assicurazione sulla vita o sugli infortuni non potrà più detrarre una buona parte delle spese come accadeva in precedenza.
Il provvedimento porterà nelle casse dello Stato 800mila euro all’anno.

Lo stato incassa 800 euro all’anno a discapito delle famiglie
L’Imu, l’imposta sulla prima casa, verrà abolita e per far fronte a all’ammanco di gettito fiscale il Governo Letta ha deciso di integrare questo ammanco tagliando sulle detrazioni fiscali delle assicurazioni vita. Si tratta appunto di una riduzione delle agevolazioni finora riservate alle polizze sulla vita, i cui premi possono essere detratti dall’Irpef (cioè dall'imposta sui redditi delle persone fisiche) nel momento in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi (il 730 o il modello Unico).
A partire dalla prossima dichiarazione, quindi, (giugno del 2014), quindi, chi possiede un’assicurazione vita o sugli infortuni non potrà più detrarre una buona parte delle spese come accadeva in precedenza.
Il massimo detraibile sarà di 630 euro a fronte dei 1291, 14 detraibili finora. Ciò significa che il risparmio massimo sull’Irpef scenderà a poco meno di 120 euro, mentre nel 2014 la detrazione massima scenderà addirittura a 230 euro e il potenziale risparmio si ridurrà a 43,7 euro.
Risultato: fra un paio di anni (a meno che il Decreto Imu non venga cambiato in Parlamento) parecchi connazionali pagheranno circa 200 euro in più di Irpef rispetto al 2013, mentre già nel 2014 il potenziale aggravio dell’imposta sarà di 125 euro.
Il provvedimento,  già pubblicato in gazzetta ufficiale, porterà nelle casse dello Stato più di 800mila euro l’anno a discapito delle famiglie che hanno scelto di versare i propri risparmi nelle polizze vita.
Si tratta di una operazione di cassa su larga scala da parte dello Stato visto che sono circa sei milioni gli italiani che hanno sottoscritto queste polizze.

Chi ne fa le spese
Ovviamente non sono mancate le critiche per la scelta di una simile manovra.
I più colpiti saranno i risparmiatori che hanno un’assicurazione sulla vita sottoscritta prima dell’anno 2000 e che oggi possono detrarre dalle tasse l’intero ammontare dei premi versati (per le polizze acquistate negli ultimi 12 anni, invece, lo sconto fiscale viene riconosciuto soltanto sulla parte di premio che copre dal rischio di morte e non sulla quota che viene destinata ad attività di investimento). Secondo l’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici), la fascia di popolazione che più soffrirà di tale provvedimento sarà quella debole, ovvero quella fetta di gente che ha entrate abbastanza limitate con una dichiarazione dei redditi fino a 26mila euro l’anno. Sono quindi persone certamente non ricche, che non si concedono lussi, ma risparmiatori appartenenti a fasce deboli della popolazione.

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