Il garante: più concorrenza per banche e assicurazioni

In una nota a governo e parlamento, l’Antitrust ha segnalato le storture dei mercati assicurativo e bancario



FTAOnline News, Milano, 15 Feb 2010 - 12:09

Il mercato delle assicurazioni, così come quello bancario, non è ancora limpido a sufficienza: lo sostiene l’Antitrust, che, la settimana scorsa, è tornata a chiedere nuove e più precise norme per la regolamentazione degli assetti di governance di banche e assicurazioni.

Una rete di relazioni troppo fitta

A inquinare la concorrenza, secondo l’autorità garante, sarebbero i legami azionari, parasociali e personali tra i vari operatori, una rete di relazioni che impedirebbe agli utenti di godere di dinamiche di mercato dall’andamento normale e regolare.

La governance della discordia

Come si legge nella segnalazione inviata dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato a governo e parlamento: “l'elemento di maggiore problematicità resta quello degli assetti di governance delle banche e delle assicurazioni: l'ampia diffusione di legami azionari e personali fra operatori concorrenti e la figura ambigua dell'amministratore indipendente sono elementi che concorrono ad ostacolare l'instaurarsi di una reale concorrenza nei mercati dei servizi finali. Il legislatore dovrebbe intervenire con una legge di princìpi lasciando agli statuti la loro attuazione".

Soluzioni proposte

Per risolvere queste storture, l’Antitrust ha avanzato la richiesta di poter disporre di maggiori poteri. In particolare, l’autorità garante riterrebbe utile poter sollevare, direttamente o tramite il Consiglio dei ministri, questioni di legittimità costituzionale in relazione a normative che violano il principio della libera concorrenza. Altra misura che il garante riterrebbe utile adottare è quella di poter “impugnare davanti al giudice amministrativo gli atti della pubblica amministrazione di particolare rilevanza economica che violino norme comunitarie e nazionali a tutela della concorrenza, al fine di incentivare al massimo il ricorso a procedure di gara trasparenti e non discriminatorie negli atti pubblici in materia di concessioni o appalti”. Infine, ultima proposta dell’Antitrust, è quella di “inibire, in via amministrativa, le clausole vessatorie inserite nei contratti di massa standardizzati".

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