Derivati e bond: nuove regole di trasparenza

Più regole per gli intermediari e più tutele per gli investitori



FTAOnline, 06 Apr 2009 - 16:03

Norme più rigide su trasparenza e comportamento. La Consob ha varato regole più stringenti per il collocamento al pubblico di obbligazioni bancarie, di polizze assicurative finanziarie, di derivati negoziati fuori mercato e, più in generale, di tutti i prodotti illiquidi.

 

Il documento normativo appena pubblicato è il risultato di una consultazione avviata lo scorso maggio su una maggiore regolamentazione di settore.

 

Quali strumenti finanziari?

Riguarderanno innanzitutto gli strumenti definiti “illiquidi” le nuove regole Consob, con ciò intendendo polizze unit-linked, obbligazioni bancarie, strutturate e noj, derivati “Otc”, over the counter (non quotati) per coprire dai rischi legati ai cambi o alle variazioni dei tassi. La stretta riguarda dunque principalmente gli strumenti non quotati, che presentano spesso grosse difficoltà di disinvestimento.

 

Le novità

Gli intermediari (prevalentemente banche, ma non solo) dovranno d’ora in poi dare maggiori informazioni ai sottoscrittori, sulla composizione dei prodotti e il modo in cui si forma il loro prezzo. I clienti dovranno essere puntualmente informati sulla possibile perdita in caso di disinvestimento anticipato, e dovranno aver ben chiare le modalità di disinvestimento e le eventuali difficoltà nell’operazione. Agli intermediari dunque il compito di compilare e fornire schede informative sintetiche riportanti il raffronto con il rendimento offerto da titoli di Stato (cioè strumenti sostanzialmente privi di rischi) di pari durata.

 

Al riguardo occorre ricordare che, nelle analisi svolte in passato sul mercato dei bond bancari, la commissione di vigilanza ha notato a più riprese che quelle obbligazioni molto spesso si dimostrano meno profittevoli di un Bot o di un Btp. Infine “è utile! - suggerisce l'authority – che gli intermediari producano anche le risultanze di “analisi di scenario dei rendimento”. Nella prima versione del documento questo indirizzo aveva la forma di una prescrizione vincolante.

E sarà necessario valutare l’adeguatezza degli vari strumenti al profilo del cliente-risparmiatore e al suo orizzonte temporale.

 

Dulcis in fundo la Consob raccomanda di effettuare la scomposizione delle diverse componenti che concorrono al complessivo esborso sostenuto dall'investitore “distinguendo fair value (con separata indicazione per l'eventuale componente derivativa) e costi, anche a manifestazione differita, che gravano sul cliente”, spesso non ben chiari all’investitore.

 

Disinformazione e rischi

 

Ad oggi banche ed intermediari non hanno mai provveduto a rendere la comunicazione con i clienti-investitori semplice e diretta. La poca trasparenza sui prodotti ha creato non pochi danni. Perché prodotti come le polizze vita o le obbligazioni bancarie sono comunque percepite dai risparmiatori come prodotti a basso rischio, quando in realtà, spesso, è vero il contrario. E chi sottoscrive rischia di ritrovarsi con un investimento impossibile da liquidare se non rivendendolo a chi lo ha emesso, al prezzo fissato da questo.

 

Una maggiore tutela dei risparmiatori è ovviamente l’obiettivo della Consob. Che intende anche “livellare il campo da gioco” tra strumenti diversi tra loro. Un provvedimento di questo tipo era richiesto da tempo, infatti, da Assogestioni, l’associazione dei gestori di fondi di investimento, i più penalizzati da una “asimmetria informativa” tutta sbilanciata a favore dei prodotti più illiquidi.

 

 

 

 

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