Carta Verde, l’assicurazione auto che non ha confini

Si tratta di un certificato internazionale di assicurazione, che consente a un veicolo di entrare e circolare in un Paese estero in regola con la normativa sull’assicurazione Rc-auto



FTAOnline News, Milano, 15 Set 2008 - 10:30

Si tratta di un certificato internazionale di assicurazione, che consente a un veicolo di entrare e circolare in un Paese estero in regola con la normativa sull’assicurazione Rc-auto. La scadenza del documento è la stessa della polizza RC auto cui è legato. La Carta verde può essere rilasciata sia dall'agente che ha emesso la polizza sia da un ufficio di assistenza turistica come quelli che si trovano alle frontiere.

 

Come la si ottiene?

Alcune compagnie lo rilasciano automaticamente e gratuitamente all'atto della stipula o del rinnovo della polizza, mentre in caso di richiesta del cliente il certificato viene rilasciato a pagamento. La carta verde è rilasciata dalla propria compagnia assicuratrice sotto la responsabilità dell’Ufficio nazionale di assicurazione (Bureau) del Paese d’immatricolazione del veicolo. Per l’Italia, l’Ufficio nazionale di assicurazione è l’UCI (Corso Sempione, 39, 20145 Milano), che per alcuni Paesi può rilasciare direttamente la carta verde per un periodo di tempo limitato, presso gli Uffici di Frontiera autorizzati.

 

Come funziona?

Se durante un viaggio all'estero in uno dei Paesi aderenti al sistema Carta verde e compreso nel cosiddetto Spazio economico europeo (cioè tutte le nazioni dell’Unione europea unitamente ad Islanda, Liechtenstein e Norvegia), si rimane coinvolti in un incidente stradale, per chiedere il risarcimento dei danni subiti ci si può rivolgere al rappresentante nominato in Italia dall’impresa di assicurazione del responsabile del sinistro.

 

Per conoscere nome e indirizzo del ‘mandatario’, bisogna inviare una richiesta, contenente in modo chiaro tutti gli elementi utili a risalire ai soggetti interessati, al Centro Informazioni Isvap (Via del Quirinale, 21 – 00187 Roma, FAX: 06. 42133730, e-mail: centroinformazioni@isvap.it).

 

Se entro tre mesi dalla richiesta del risarcimento l’assicurato estero o il mandatario italiano non abbiano fornito una risposta, il danneggiato può richiedere l’intervento dell’U.C.I., così come avviene quando l’assicuratore estero non provvede a nominare un proprio mandatario in Italia per la trattazione dei sinistri.

 

Le eccezioni

Se l’incidente è avvenuto in uno dei Paesi dello Spazio economico europeo con un veicolo non identificato o non assicurato, è comunque possibile richiedere l’intervento dell’Ufficio Centrale Italiano, il quale opererà per conto della Consap (l’organismo che in Italia gestisce il Fondo di Garanzia Vittime della Strada). In questo caso, è sempre bene avvertire le autorità del posto e fare in modo che venga redatto un verbale di constatazione, dove sia riportato il giorno del fatto ed ogni altro particolare che potrebbe risultare utile. Questa stessa prassi non può essere adottata nel caso in cui l’incidente è provocato all’estero da un veicolo non immatricolato in uno dei Paesi dello Spazio economico europeo. La richiesta di risarcimento potrà essere indirizzata all’impresa di assicurazione del responsabile del sinistro oppure al Bureau nazionale dello Stato in cui è avvenuto l’incidente se il veicolo che ha provocato il danno è immatricolato in uno Stato diverso rispetto a quello dell’incidente (gli indirizzi dei vari Bureaux sono indicati nel sito web dell’UCI). Per saperne di più www.asaps.it

 

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