Gli automobilisti fanno i conti con la crisi

Le difficoltà economiche cambiano il rapporto tra gli italiani e le quattro ruote?



08 Feb 2012 - 16:17

Le difficoltà economiche si insinuano nel rapporto tra gli italiani e le loro auto. La ricerca “Stetoscopio – Il sentire degli assicurati italiani”, promossa dalla compagnia assicurativa online Quixa e condotta da MPS Marketing Problem Solving, ha indagato il modo in cui gli abitanti dello Stivale hanno iniziato a guardare alla propria automobile in seguito all’avvento della crisi. In base ai risultati della ricerca, gli automobilisti tricolore sono stati divisi in quattro categorie: i frustrati, gli appassionati, i consapevoli e i semplicistici.

 

Con la crisi cambia tutto... o forse no

C’è chi, in un momento di ristrettezze economiche, si fa un cruccio di non avere fondi sufficienti da destinare all’automobile e chi, invece, fa spallucce e dedica alla macchina – per un motivo o per l’altro – lo stesso budget che le ha sempre dedicato.

 

Ad accusare i peggiori effetti della crisi sono gli automobilisti che la ricerca svolta da MPS ha definito “frustrati”. Tra costoro, secondo i ricercatori, figurano quanti, costretti a risparmiare, non possono appagare la propria passione per i motori: sono soprattutto uomini, obbligati a scegliere l’automobile non seguendo i sogni, ma il miglior compromesso tra i propri desideri e il budget a disposizione.

 

Crisi o non crisi, gli “appassionati” – composti soprattutto da uomini adulti che utilizzano l’auto più per piacere che per necessità – continuano a pianificare per l’acquisto e il mantenimento della vettura un budget rilevante. Questa categoria di automobilisti, per cui la macchina è un oggetto di culto, non bada a spese nemmeno per quanto riguarda la copertura assicurativa delle quattro ruote: alle polizze casco, così, si aggiungono spesso le garanzie furto e incendio, la copertura per i danni all'auto per furto, eventi atmosferici, cristalli e atti vandalici.

 

La crisi ha pochi effetti, ma per motivazioni differenti, anche sulle due restanti tipologie di automobilisti: i “consapevoli” e i “semplicistici”. I primi – uomini e donne di età differenti che utilizzano la macchina quotidianamente per necessità e considerano la sicurezza, la robustezza e la comodità della vettura qualità irrinunciabili – non accettano di sacrificare la qualità delle quattro ruote nemmeno di fronte alla crisi (stesso atteggiamento che mantengono riguardo la copertura assicurativa), ma tentano di risparmiare qualche denaro scegliendo allestimenti base, vetture di minore potenza o alimentate a GPL.

 

Per i “semplicistici”, invece, l’autovettura è sempre stata una voce di spesa marginale, nonché un semplice mezzo di trasporto necessario per gli inevitabili spostamenti quotidiani, e tale continua a essere anche nel mezzo della crisi. La loro risposta al momento di difficoltà economica, dunque, è l’adozione di strategie di risparmio già messe in atto in passato: utilizzare l'auto solo se strettamente necessario, ridurre la manutenzione all'essenziale e cercare offerte sui carburanti. Al momento dell’acquisto dell’auto, i “semplicistici” sono guidati soprattutto da fattori economici, quali il prezzo, i consumi e il costo per bollo e assicurazione. Per costoro, il massimo risparmio è anche l’obiettivo fissato nella sottoscrizione delle polizze assicurative. 

 

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