Assicurazioni vita, le più amate dagli investitori!

Pubblicati i dati Consob sul 2007



FTAOnline News, Milano, 07 Ago 2008 - 10:23

Sono poche, in proporzione agli altri paesi europei, le famiglie che investono i  propri risparmi in prodotti azionari nel nostro paese. Secondo i dati rilevati dalla Consob per il 2007 sarebbero più della metà (circa il 62% del totale) le famiglie che non detengono alcun strumento finanziario, o perché preferiscono lasciare i risparmi sul conto corrente (54%), o perché si limitano a comprare buoni postali (3%) o perché tengono i soldi nel cassetto (5%).

Tra quanti invece decidono di prendere parte ai mercati finanziari sembrerebbero raccogliere una netta preferenza le polizze vita, di maggior gradimento persino rispetto ai fondi di investimento.

La ricerca, elaborata su dati Eurisko, indica che le preferenze degli italiani vanno innanzitutto per il risparmio amministrato, il cosiddetto fai-da-te, seguito dalle polizze vita (polizze indicizzate, piani pensionistici e fondi pensione) che hanno decisamente superato il risparmio gestito.

I dati sembrano confermare l’andamento tendenziale degli ultimi mesi del 2007 e relativo al primo periodo del 2008, dove si rileva una fuga dai fondi di investimento.

Diffusione polizze vita

Stando ai dati Consob la fuga dai fondi è da attribuirsi ad un diverso atteggiamento della domanda, caratterizzata da una crescente esigenza di sicurezza. I risparmiatori italiani desiderano infatti maggiori certezze sul rimborso del capitale, e quindi sottoscrivono volentieri Titoli di Stato, obbligazioni bancarie e prodotti assicurativi ramo vita.

Le forme di investimento più gettonate risultano essere i prodotti assicurativi, sia in termini di numero di soggetti coinvolti che di peso sul portafoglio complessivo. Al secondo posto, sebbene quasi sullo stesso piano, si collocano i titoli di stato e i prodotti del risparmio gestito, seguiti dalle obbligazioni bancarie. Dietro vi sono le azioni e le partecipazioni, mentre all'ultimo scalino si trovano i prodotti postali.

Tra i dati significativi riportati dalla relazione annuale c’è la bassa correlazione rilevata tra la crisi di liquidità innescata dai mutui subprime e la fiducia dei nostri risparmiatori nelle obbligazioni bancarie: le emissioni obbligazionarie internazionali delle nostre banche nel secondo semestre del 2007 sono scese del 63% (da 33 a 12 miliardi di euro), mentre le emissioni domestiche sono leggermente aumentate da 75 a 76 miliardi.

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