Tassonomia semplificata, denominazione fondi ESG, report sostenibilità delle PMI
Entra in vigore la semplificazione della Tassonomia. Primi effetti delle linee guida sui nomi dei fondi. Chiarimenti dell’EFRAG sugli standard per le PMI
Forum per la Finanza Sostenibile, 02 Feb 2026 - 14:36
Il 2026 si apre con diverse novità sul fronte degli sviluppi normativi e istituzionali: interventi regolatori sulla Tassonomia UE, aggiornamenti su standard e nomenclature ESG, nuove linee guida europee per gli stress test, modifiche al Regolamento contro la deforestazione e, sul fronte internazionale, l’annuncio di un nuovo standard climatico cinese.
Dal 1° gennaio sono entrate in vigore importanti semplificazioni alla normativa sulla Tassonomia, attraverso l’Atto Delegato approvato alla fine del 2025 che riduce gli oneri di rendicontazione per le imprese finanziarie e non finanziarie. In base alle recenti modifiche, non sarà più obbligatorio valutare l’ammissibilità e l’allineamento delle attività non ritenute materiali (se rappresentano meno del 10% dei ricavi, di CapEx o di OpEx). Inoltre, vengono semplificati i principali KPI, come il GAR, escludendo elementi marginali quali derivati, liquidità e donazioni. Gli operatori finanziari potranno evitare la pubblicazione dei propri KPI fino al 2028, a determinate condizioni.
Contestualmente all’entrata in vigore dell’Atto, la Commissione ha pubblicato delle Q&A per chiarire le modalità di opt‑out per gli operatori finanziari, la comparabilità dei KPI tra i due regimi e approfondimenti ulteriori sulla corretta applicazione del principio di materialità finanziaria e sulla valutazione delle attività materiali all’interno dei KPI.
Nomenclatura ESG: ESMA analizza i primi effetti delle sue linee guida
L’ESMA ha analizzato quasi mille segnalazioni degli azionisti avvenute nel 2025 - riguardanti oltre 900 fondi di investimento - per valutare l’impatto delle linee guida sull’uso di termini ESG nei nomi dei prodotti finanziari.
Dallo studio emerge un importante riallineamento del mercato: infatti, il 64% dei fondi ha modificato il proprio nome e più della metà ha aggiornato la politica di investimento, spesso introducendo nuove esclusioni sui combustibili fossili. In molti casi i termini ESG sono stati rimossi o sostituiti con espressioni più descrittive delle strategie reali. Questa evoluzione contribuisce a una maggiore chiarezza per gli investitori e riduce il rischio di fenomeni di greenwashing.
Tre nuove guide pratiche per la rendicontazione di sostenibilità delle PMI
L’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) ha pubblicato tre documenti per supportare le PMI che si preparano a utilizzare lo standard VSME. Le guide si concentrano su tre ambiti particolarmente complessi:
- le politiche e le iniziative di transizione (C2)
- la definizione e la rendicontazione degli obiettivi di riduzione delle emissioni (C3)
- la gestione degli impatti negativi sui diritti umani (C7)
I materiali includono esempi pratici, casi studio e istruzioni operative pensate per facilitare l’adozione dello standard da parte delle imprese di dimensioni ridotte.
Nuovo standard per il reporting di sostenibilità in Cina
Le novità riguardano anche il fronte internazionale: la Cina ha infatti lanciato il “Corporate Sustainable Disclosure Standard No. 1 – Climate”, il primo standard di rendicontazione climatica cinese. Si tratterà di uno strumento volontario, nella fase iniziale, ma l’intenzione dichiarata è quella di ampliarne progressivamente il perimetro di applicazione e valutarne la potenziale obbligatorietà in futuro. Il quadro proposto si allinea all’IFRS S2, con un approccio basato sulla doppia materialità e un set informativo che segue il GHG Protocol (emissioni Scope 1, 2 e 3), analisi di scenario e disclosure prospettiche. Secondo le indicazioni del governo, in futuro verranno pubblicate linee guida settoriali a supporto dell’intera catena del valore.
Nuove linee guida congiunte delle ESAs per gli stress test ESG
Le Autorità europee di vigilanza (ESAs) hanno pubblicato un documento contenente nuove linee guida rivolte alle autorità di vigilanza nazionali per armonizzare l’approccio agli stress test sui rischi ESG.
Le indicazioni riguardano la definizione delle metodologie, la copertura dei rischi su portafogli e settori diversi, la necessità di avere competenze specializzate per la supervisione e l’importanza di tempistiche adeguate. L’applicazione è prevista a partire dal 1° gennaio 2027.
