Novità su reporting di sostenibilità, regolamentazione ESG e trend di mercato

Consultazioni su ESRS e standard volontari, semplificazioni per banche e nuove regole su rating e bond ESG



Forum per la Finanza Sostenibile, 29 Mag 2026 - 14:14

Continua il progetto di semplificazione del quadro normativo europeo sulla finanza sostenibile, che ha visto importanti sviluppi nelle ultime settimane.

Revisione ESRS e standard volontari

La Commissione europea ha avviato due consultazioni parallele: una sulla revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e una sui nuovi standard volontari (VS) per le imprese fuori dal perimetro della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Per quanto riguarda gli ESRS, la revisione – richiesta dal pacchetto Omnibus I – punta a una riduzione significativa dei datapoint (circa -60%) e a un maggiore focus sulla materialità, adottando un approccio top‑down. Tra gli obiettivi principali figurano il miglioramento della qualità della rappresentazione (“fair presentation”), una maggiore coerenza con altre normative UE (come la direttiva sulla due diligence - CSDDD) e l’allineamento con standard globali, in particolare sulle emissioni GHG. In parallelo, è in consultazione un nuovo standard volontario che la Commissione UE intende adottare (via atto delegato) per le imprese con fino a 1.000 dipendenti, basato sul VSME e utilizzato anche come “tetto” alle richieste di dati di sostenibilità lungo la value chain. Il framework, basato sugli ESRS, ma più proporzionato e semplificato, introduce un’architettura a due moduli (basic e comprehensive) e un sistema di classificazione delle disclosure. Le consultazioni si chiuderanno il 3 giugno 2026, con adozione prevista entro il secondo trimestre e applicazione obbligatoria dal 2027.

ISSB e disclosure sulla natura

L’International Sustainability Standards Board (ISSB) ha annunciato che non svilupperà uno standard autonomo dedicato alla natura, né modificherà gli International Financial Reporting Standards (IFRS) S1 e S2 per includervi regole specifiche. È invece previsto un Practice Statement che fornirà linee guida applicative, definizioni e datapoint di disclosure che le imprese potranno utilizzare su base volontaria quando le informazioni relative alla natura risultano materiali. Le disclosure “nature-related” resteranno quindi integrate nel quadro esistente, in particolare quando connesse alle analisi di rischi e opportunità legate al clima.

Semplificazione del reporting ESG per le banche

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha avanzato una proposta per semplificare le segnalazioni prudenziali ESG nell’ambito del Capital Requirements Regulation (CRR3), introducendo un approccio proporzionale articolato su tre livelli, con una riduzione stimata di circa il 50% dei datapoint. Tra le principali modifiche figura la rimozione di diversi template relativi alla Tassonomia, inclusa la quota di esposizioni allineate (BTAR), che rimarrà comunque negli obblighi informativi di terzo pilastro (Pillar III). Contestualmente, viene rafforzato il template sui rischi di transizione climatica (D 01.00 – Climate Change Transition Risk) e introdotto un focus più strutturato sui rischi ambientali non climatici, come biodiversità e inquinamento, in linea con le indicazioni della Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD) e del Network for Greening the Financial System (NGFS).

Trend di mercato e rischi ESG

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato il Report sul monitoraggio di trend, rischi e vulnerabilità. Secondo lo studio, gli investimenti globali in energia pulita continuano a crescere, nonostante un contesto politico meno favorevole. Il mercato ESG segnala una fase di maturazione: nonostante i deflussi dai fondi articolo 9, si riscontrano afflussi consistenti verso quelli articolo 8. Nel mercato obbligazionario ESG aumenta lo stock complessivo (+8%), ma diminuiscono le emissioni di green e social bond, mentre crescono le emissioni di sustainability bond. Emergono inoltre nuovi strumenti, come i primi bond conformi allo European Green Bond Standard (EU GBS). A livello sistemico, infine, tra i rischi principali segnalati: il greenwashing, l’eccessiva esposizione a titoli tecnologici/IA e l’espansione dei catastrophe bond.

ESG rating e nuove regole per i bond

Sono stati adottati due regolamenti delegati contenenti standard tecnici di regolamentazione (RTS) per l’applicazione della ESG Ratings Regulation (Reg. 2024/3005). Le nuove regole introducono requisiti stringenti di separazione organizzativa per evitare conflitti di interesse e obblighi rafforzati per i provider attivi in altri settori finanziari. L’entrata in vigore è prevista a luglio 2026 dopo lo scrutinio di Parlamento e Consiglio.

Infine, gli emendamenti al Regolamento sui prospetti (Listing Act) introducono nuovi obblighi specifici di disclosure per i bond ESG a partire dal 5 giugno 2026. In particolare, viene istituito un ESG Disclosure Annex che richiede informazioni standardizzate su obiettivi, fattori ESG e modalità di integrazione nel prodotto, con l’obiettivo di aumentare trasparenza e comparabilità e ridurre il rischio di greenwashing.

 


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