ETS, transizione energetica e rischio climatico
Revisione dell’ETS, nuove misure per elettrificazione e integrazione dei rischi climatici
Forum per la Finanza Sostenibile, 29 Set 2026 - 16:08
Dopo una prima parte dell’anno caratterizzata dalla semplificazione del quadro normativo europeo in materia di sostenibilità, l’attenzione si sposta progressivamente sull’attuazione delle nuove regole e sul finanziamento della transizione.
ETS: verso una nuova fase del mercato europeo del carbonio
La Commissione europea ha presentato la proposta di revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), che ora sarà esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE. La proposta aggiorna il fattore lineare di riduzione delle emissioni e rende più graduale la traiettoria verso gli obiettivi climatici europei. Particolare attenzione è dedicata al finanziamento della decarbonizzazione. La proposta prevede una nuova Industrial Decarbonisation Bank, con una capacità superiore a €100 miliardi, un ETS Investment Booster e la prosecuzione dell’Innovation Fund. Almeno il 50% dei proventi nazionali dell’ETS dovrebbe inoltre essere destinato alla decarbonizzazione dei settori coperti dal sistema. Le quote gratuite continuerebbero oltre il 2030, ma sarebbero condizionate alla predisposizione e alla realizzazione di piani e investimenti per la decarbonizzazione. Tra le altre novità figurano l’integrazione delle rimozioni permanenti di carbonio e la revisione della Market Stability Reserve, con l’obiettivo di preservare la liquidità del mercato, ridurre l’eccessiva volatilità dei prezzi delle quote e creare condizioni più prevedibili per gli investimenti.
Elettrificazione: nuovi investimenti per la transizione
Parallelamente, la Commissione ha presentato un Piano d’azione per l’elettrificazione, con l’obiettivo di portare la quota di domanda energetica soddisfatta dall’elettricità dall’attuale 23% al 46% entro il 2040. La strategia punta ad accelerare la sostituzione dei combustibili fossili nei settori industriale, edilizio e dei trasporti. Nel concreto, il Piano prevede interventi sulla fiscalità e sugli oneri di rete per ridurre il divario di costo tra elettricità e combustibili fossili, oltre a misure per contenere i costi iniziali degli investimenti in elettrificazione industriale, pompe di calore, mobilità elettrica e batterie. Centrale sarà anche lo sviluppo delle infrastrutture, dalle reti alle connessioni, fino allo stoccaggio e alla flessibilità del sistema elettrico. Per sostenere gli investimenti, la Commissione punta a mobilitare diversi strumenti europei, tra cui il Fondo sociale per il clima, le risorse generate dall’ETS e la nuova Banca per la decarbonizzazione industriale. Per il settore finanziario si amplia quindi il potenziale universo di investimenti legati alla transizione, che comprende non soltanto la produzione di energia rinnovabile, ma anche le infrastrutture e le tecnologie necessarie alla progressiva elettrificazione dell’economia.
BCE: il rischio climatico entra nel valore delle garanzie
La Banca Centrale Europea (BCE) prosegue il percorso di integrazione dei rischi climatici nei propri strumenti di gestione del rischio. La BCE, infatti, ha deciso di estendere il fattore climatico utilizzato nel sistema di garanzie dell’Eurosistema ad alcuni crediti verso imprese non finanziarie, con l’obiettivo di proteggersi da possibili perdite di valore derivanti da shock legati alla transizione climatica. Il principio è che una maggiore esposizione alle incertezze della transizione comporterà una riduzione maggiore del valore riconosciuto alla garanzia. La valutazione terrà conto del rischio del settore economico, dell’esposizione del debitore alla transizione e della scadenza residua del credito. La riduzione aggiuntiva potrà raggiungere al massimo il 5% e la misura sarà applicata non prima della fine del 2027. L’intervento rappresenta un ulteriore passo verso l’integrazione del rischio climatico negli strumenti ordinari di gestione dei rischi finanziari dell’Eurosistema.
Nuovi ESRS e standard volontario di sostenibilità
Sul fronte della rendicontazione, la Commissione europea ha adottato gli atti delegati relativi ai nuovi European Sustainability Reporting Standards (ESRS) semplificati e allo standard volontario di rendicontazione di sostenibilità destinato alle imprese escluse dal nuovo perimetro della CSRD. I nuovi ESRS saranno applicabili agli esercizi finanziari a partire dal 1° gennaio 2027, con possibilità di applicazione anticipata all’esercizio 2026. La loro adozione rappresenta un passaggio centrale nel processo di semplificazione della rendicontazione europea.
