Sant’Orsola di Francesco Ruschi
Francesco Ruschi
ROMA, 1610 circa – TREVISO, 1661 ROMA, 1610 circa –
SANT’ORSOLA
Il dipinto, proveniente dal convento dei SS. Giovanni e Paolo, venne consegnato alle Gallerie nel 1865 dopo essere stato depositato per oltre trent’anni a San Giovanni Evangelista, tra i dipinti di proprietà demaniale a seguito della soppressione dell’edificio ecclesiastico.
Da sempre riconosciuto quale opera del Ruschi, pittore romano formatosi nell’ambiente cortonesco e post-caravaggesco, ma presto trasferitosi a Venezia (1627), esprime al meglio la maniera stilistica di questo artista nella fase matura, caratterizzata dal gusto per composizioni ricercate, per ricchi e preziosi drappeggi dai colori intensi e intonati su tonalità fredde. La figura della martire cristiana, Orsola, riconoscibile dall’esibito attributo della freccia che tiene in mano e dal bianco vessillo che la avvolge quasi interamente, è rappresentata leggermente di sbieco in atto di rivolgere lo sguardo verso l’alto.
Appare ricoperta da abbondanti tessuti che “si dispongono come una preziosa natura morta” (Moschini, 1933), dove nella intonazione dominante dei bianco-grigi spiccano le note squillanti del colore turchese del corpetto e del rosso cupo dello scialle. Di grande effetto è la luce intensa che spiove lateralmente dall’alto e ritaglia sulla figura nette zone d’ombra mentre si espande sul vessillo rendendolo quasi incandescente tanto da creare riflessi cangianti sul velo che copre le spalle e che è trattenuto dalla mano. L’ultimo restauro, eseguito da Lazzarin, risale al 1962.

Ha contribuito al restauro:
RANDSTAD GROUP ITALIA