Michelangelo Anselmi, Adorazione del Bambino

MICHELANGELO ANSELMI

LUCCA, 1491 – PARMA, 1554

ADORAZIONE DEL BAMBINO

Olio su tavola

60 x 49 cm

anselmi

Il quadretto, di provenienza farnesiana, raffigura la scena familiare dell’Adorazione del Bambino. Grazie al formato raccolto del dipinto, Michelangelo Anselmi riesce a dare una dimensione intima a questa scena sacra che rappresenta la fine di un mondo ormai passato, simboleggiato dalla rovina di una colonna greca e l’avvento di un mondo nuovo, iniziato con la nascita del Bambino Gesù. Il paesaggio urbano rappresentato sullo fondo è legato a una scelta compositiva ereditata dal Quattrocento e finalizzata a dimostrare l’attualità di questo evento.

Databile al primo quarto del Cinquecento, questa Adorazione è anche la testimonianza delle influenze esercite sull’opera di Michelangelo Anselmi da parte dei pittori coevi, una volta che l’artista si stabilì a Parma, intorno al 1520, dopo il suo soggiorno a Siena. Nell’impostazione compositiva, nell’uso della luce che sembra sfiorare i personaggi animandoli e soprattutto, nel nuvolone

dorato con immerse le teste degli angioletti, son  evidenti le influenze della pittura di Correggio.

La fattura nervosa delle figure, come si evince da quella del San Giuseppe, è tipica del periodo della maturità dell’Anselmi, il quale apprese pienamente i risvolti della pittura parmense e le soluzioni del Parmigianino. Per citare un esempio, il gruppo di angeli che mostra i simboli della Passione al fanciullo addormentato, secondo un’iconografia di anticipazione della Passione, la quale è capace di accentuare il carattere mistico dell’opera, è di sapore parmigianinesco.


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.