Bricoday Digital: la rivoluzione del Fai-da-Te tra Intelligenza Artificiale e Smart Retail
(Teleborsa) - Il settore dell'Home Improvement, del Fai-da-te e del Garden & Outdoor sta attraversando una profonda trasformazione guidata dalla digitalizzazione e dall'e-commerce. L'integrazione tra la dimensione fisica del punto vendita e quella digitale non è più un'opzione, ma una necessità strategica per rispondere alle mutevoli abitudini d'acquisto dei consumatori e per sostenere la competitività dei negozi di prossimità così come dei grandi player di mercato.Questi temi sono al centro degli incontri della diciottesima edizione di Bricoday, che per il quarto anno consecutivo ha allestito l'area speciale Bricoday Digital, interamente dedicata all'innovazione tecnologica e digitale nel comparto brico e ferramenta.
A fare il punto sulle nuove prospettive del settore è Alessandra Fraschini, responsabile dell'area Digital Village di Bricoday: "mai come quest'anno, con l'avanzare dell'intelligenza artificiale, le aziende si pongono nuovi interrogativi sul futuro e vengono a contatto con nuove prospettive di sviluppo per un'integrazione tra mondo fisico e mondo digitale. L'evoluzione digitale è l'unica opportunità per continuare a restare nel mercato, in un mercato sempre più sfidante, con un contesto internazionale molto in evoluzione, e quindi la prospettiva di un'evoluzione digitale mirata all'integrazione tra fisico e online combatte la potenziale erosione del retail di prossimità."
L'intelligenza artificiale si conferma uno dei principali motori dell'evoluzione del fai-da-te, non solo per gli operatori e i rivenditori, ma anche per i consumatori. Secondo una ricerca recente infatti, il 48% dei consumatori europei si dichiara propenso a intraprendere un progetto di fai-da-te solo se assistito da strumenti basati sull'AI. Se la digitalizzazione è quindi un elemento fondamentale nell'evoluzione del settore, una sua caratteristica pressoché unica risiede nella necessiità di unire la dimensione digitale a quella più analogica dell'esperienza diretta e della prova in-store. In questo senso, le ferramenta di quartiere ed i piccoli esercenti sfruttano i canali online per comunicare con il pubblico locale e competere con le grandi catene internazionali, sia sul piano delle vendite sia su quello promozionale, come spiega Fraschini: "possiamo parlare di commerce di prossimità, quindi di negozio di vicinato che si fa trovare dal suo interlocutore finale sia nel contesto on-line sia nel contesto fisico, integrando con i nuovi strumenti per diventare veramente un'espressione di smart retail".
L'unione delle dimensioni fisiche e digitali è uno strumento ampiamente utilizzato anche dai grandi player del settore, i quali analizzano le metriche dell'online per intercettare le preferenze e il sentiment del consumatore, ottimizzando di conseguenza l'esperienza d'acquisto offline.
A spiegare l'efficacia di questo approccio interconnesso è Francesca Panaia, Ad Operation Manager di Valiuz: "Il punto di forza principale per noi non è quello di lavorare in silos, quindi attraverso quella che può essere la customer journey soltanto digitale o soltanto offline, ma al contrario è quello di creare una navigazione interconnessa tra i due punti, proprio perché sappiamo che il nostro consumatore vive all'interno di tutti quelli che sono i touchpoint digitali e in-store in maniera completamente libera. Quindi non possiamo effettivamente ritrovarlo in un unico ambito, ma al contrario dobbiamo essere presenti in tutti quelli che possono essere i passaggi dalla ricerca, possibilmente online, al successivo acquisto, magari anche offline. Questo ci aiuta ad avere sicuramente un'informazione molto più dettagliata sulla quale si può fare leva, in modo tale da avere un dato molto più preciso e scientifico e creare una sinergia tra il mondo offline e quello online".
Gli esiti di questo approccio, secondo Faleschini, sono decisamente positivi: "Abbiamo notato una enorme crescita rispetto ai brand competitor che effettivamente non seguono questo tipo di processo, sia in termini di risposta da parte dell'utente, sia rispetto alla riconoscibilità del brand. Allo stesso tempo riusciamo a riscontrare anche un altro elemento fondamentale, quello che definiamo ROPO (Research Online, Purchase Offline), ovvero un'analisi che parte dalla ricerca online per arrivare al processo offline, e che comporta effettivamente un aumento delle vendite all'interno dello store in seguito, per l'appunto, alle iniziative digitali."
L'integrazione tra fisico e digitale non rappresenta più quindi una separazione netta tra due modalità di vendita, ma può costituire una vera e propria sinergia omnicanale. Che si tratti del piccolo negozio di vicinato o delle grandi catene, l'adozione di strumenti digitali e dell'intelligenza artificiale si conferma la leva fondamentale per valorizzare la prossimità, comprendere a fondo il comportamento del consumatore e guidare la crescita del retail nel settore.
(Foto: Uno stand di Bricoday)
(Teleborsa) 24-09-2026 10:02