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Borsa: Europa debole a meta' seduta con tensioni su Hormuz, Milano regge a +0,1%

Brillano Poste e Prysmian, giu' la difesa (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 8 mag - Al giro di boa dell'ultima seduta settimanale le Borse europee proseguono deboli e scontano i nuovi attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran nel Golfo. Nonostante per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la tregua resti in vigore, i media iraniani hanno segnalato il sequestro da parte della marina Pasdaran di una petroliera, durante una 'operazione speciale'. Inoltre, il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi ha segnalato che le difese aeree del Paese sono state 'attivamente impegnate', oggi, in un attacco missilistico e con droni. Notizie che per il momento non scuotono il petrolio, con il Brent a 100 dollari al barile (-0,06%) e il Wti a 94,6 dollari (-0,1%).

Sui listini Milano resta a galla sopra quota 49.300 punti a +0,08%, la migliore di un Vecchio Continente altrimenti tutto in rosso: Parigi -0,6%, Francoforte -0,7%, Madrid -0,2%, Amsterdam -0,2% e Londra -0,1%. Sullo sfondo l'accordo commerciale Usa-Ue. Trump che in una telefonata con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha dato tempo fino al 4 luglio per rispettarne i termini. Intanto nella notte una Corte federale Usa ha bocciato i dazi al 10% gia' imposti, definiti "illegali", mentre sul fronte macro si attendono nelle prossime ore i dati Usa sulla disoccupazione di aprile e i 'non farm payrolls'.

A Piazza Affari brilla Prysmian (+3,5%), sui massimi storici per capitalizzazione dopo la promozione degli analisti di Db e in scia alle prospettive incoraggianti sulla domanda di AI e data center. Segue a ruota Poste (+2,3%), ancora sostenuta dalla trimestrale della vigilia, oltre che da indicazioni positive sulle prospettive dei dividendi e sul dossier dell'intergazione di Tim (+0,9%). Bene anche i petroliferi in scia al greggio, con Eni a +2% e Tenaris a +1,8%, dopo il tonfo della vigilia legato a una guidance cauta e con il mercato che guarda al cambio al vertice, con il nuovo Ceo Gabriel Podskubka. Sul fronte opposto sono deboli diversi bancari, in particolare Bper (-1,4%) e Intesa (-1,4%), nonostante un utile nel primo trimestre superiore alle attese a 2,76 miliardi di euro e la conferma del target 2026. In coda pesa poi la difesa, con Leonardo (-2,4%) e Fincantieri (-2,4%).

Per le materie prime, l'oro spot sale a +0,9% a 4.725 dollari l'oncia. Sul valutario, l'euro e' stabile a 1,1768 dollari (da 1,177 di ieri in chiusura). L'euro/yen a 184,4 (da 184,1) e il dollaro/yen a 156,7 (da 156,4).

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