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Borsa: Europa aspetta nervosa l'inflazione Usa, Milano -0,8% al giro di boa

petrolio in rialzo con timori di nuova escalation Iran (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 12 mag - Borse europee in territorio negativo a meta' giornata, ancora preda delle tensioni in Medio Oriente e di una tregua Usa-Iran che sembra ormai agli sgoccioli. Milano cede lo 0,84%, Parigi lo 0,6%, Francoforte lo 1,1%, Madrid l'1% e Amsterdam lo 0,9%, mentre anche i future a Wall Street viaggiano in ribasso. Il presidente Usa Donald Trump si e' confrontato con i vertici delle forze armate, riferisce la Cnn, e non si esclude la possibilita' di nuove azioni militari. Il fronte si sarebbe allagrato agli Emirati Arabi, che hanno iniziato ad attaccare Teheran, mentre Israele afferma di avere inviato batterie antimissile Iron Dome nel Paese come sostegno. Notizie che allontanano la riapertura dello Stretto di Hormuz e che hanno fatto schizzare il prezzo del greggio: Brent luglio a 107,6 dollari al barile (+3,3%), e Wti giugno a 101,5 dollari (+3,5%). In questo senso, 'l'incontro Trump-Xi' di giovedi' 'sara' determinante, con il presidente Usa che punta a riaprire in qualche modo Hormuz', scrive Cesar Perez Ruiz di Pictet Wm.

Guardando alla macro, poco ha influito l'indice tedesco Zew, migliorato a maggio a -10,2 punti dai -17,2 di aprile. Ben piu' attesi dai mercati sono invece i nuovi dati sull'inflazione Usa annuale e di aprile, prevista in rialzo.

'Per il momento e' il dato market mover piu' importante della settimana', commenta David Pascucci di Xtb.

A Piazza Affari contrastati i bancari. Da un lato il tandem Mediobanca (+3,2%) e Mps (+2,9%) contribuisce a sostenere il listino dopo le rispettive trimestrali, giudicate positivamente. In conference call l'a.d. Luigi Lovaglio ha sottolineato che 'l'incertezza' sulla governance 'e' ormai alle spalle', e che l'integrazione di Piazzetta Cuccia sia ora 'centrale'. Sul fronte opposto Bper (-1,5%), Intesa (-1,5%) e Unicredit (-1,2%), nonostante il sostegno incassato dai vertici della Bce sul dossier Commerzbank. Le vendite colpiscono anche Leonardo (-3,8%), Nexi (-3,2%) e Amplifon (-3%). Ancora tonica Diasorin (+1,1%) dopo il rally della vigilia, e Avio (+2,1%) attesa oggi alla prova dei conti.

Bene anche i petroliferi, che beneficiano dei nuovi rialzi del greggio con Tenaris (+2,9%), ed Eni (+0,8%).

Per le materie prime, oro spot in calo a 4.693 dollari l'oncia (-0,9%). Sul valutario, l'euro scambia a 1,1741 dollari (da 1,1783 di ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 184,9 yen (da 185), e il rapporto dollaro/yen e' a 157,5 (da 157). Il forte calo la sterlina a 1,353 dollari (-0,5%), penalizzata dai timori di dimissioni del premier inglese Starmer.

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