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Vontobel: petrolio, perche' lo shock non si vede (per ora) nei prezzi - PAROLA AL MERCATO

di Kerstin Hottner* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 20 apr - Nonostante le consistenti riduzioni giornaliere dell'offerta di petrolio, che stanno costantemente diminuendo le scorte globali, i futures sul greggio non hanno subito un'impennata, ma oscillano intorno ai 100 dollari al barile. Per quale motivo? A nostro avviso, ci sono una serie di fattori chiave che - per ora - stanno tenendo sotto controllo i prezzi del petrolio: Ottimismo del mercato su un conflitto di breve durata: gli investitori sembrano confidare nel fatto che il conflitto sara' breve. Negli ultimi dieci anni, le strategie di trading che hanno rapidamente scontato i premi al rischio geopolitico si sono spesso rivelate vincenti, rafforzando questa convinzione.

Scorte globali elevate: all'inizio del 2026, le scorte globali di petrolio erano relativamente alte, grazie alla forte crescita dell'offerta sia dei produttori OPEC che non-OPEC. Queste riserve servono attualmente da cuscinetto.

Alternative allo Stretto di Hormuz: nonostante le difficolta', parte del petrolio continua a uscire dalla regione. Circa 6-7 mb/g (milioni di barili al giorno) esportati da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti transitano via terra verso i terminal del Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz, mentre altri 2 mb/g lasciano l'Iran tramite petroliere.

Rilascio delle Riserve Strategiche (SPR): i rilasci coordinati delle Riserve Strategiche di Petrolio, per un totale di 2-2,5 milioni di barili al giorno, hanno contribuito ad attutire l'impatto immediato dello shock dell'offerta.

Sebbene questi fattori abbiano per ora attenuato la percezione di una carenza di offerta, la situazione resta instabile. In Asia, il mercato fisico del petrolio si sta gia' contraendo, con prezzi fisici superiori ai futures a breve scadenza. Tuttavia, i mercati occidentali non hanno ancora compreso appieno la gravita' dello shock, poiche' i carichi dal Golfo Persico partiti prima dell'escalation stanno arrivando solo ora. Una volta esaurite queste spedizioni, nessun nuovo barile dal Medio Oriente raggiungera' l'Occidente per almeno 5-6 settimane, anche se lo Stretto di Hormuz dovesse riaprire domani. Questo sfasamento temporale potrebbe portare a gravi interruzioni, incluso un potenziale razionamento.

Anche in caso di riapertura dello Stretto, occorreranno mesi affinche' alcuni produttori ripristinino la piena capacita' produttiva. L'Arabia Saudita potrebbe riprendersi rapidamente, ma paesi come Kuwait e Iraq dovranno affrontare ritardi prolungati. Sebbene nel frattempo sia possibile attingere ad alcune scorte mediorientali, solo il Kuwait ha accumulato riserve significative nelle ultime settimane.

*Head of Commodities, Vontobel Red-.

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