Notizie Radiocor

UBS WM Italy: il dollaro come bene rifugio, un po' di storia - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 10 mag - Inoltre, il fatto che il dollaro sia la principale riserva internazionale crea una domanda naturale per il debito pubblico americano, che cosi' viene venduto a prezzi piu' alti e paga rendimenti inferiori rispetto ad altri governi con condizioni economiche e fiscali simili.

Infatti, il deficit federale e' rimasto mediamente sopra il 6% del PIL dal 2008, ma la domanda di dollari ha permesso di finanziare la spesa pubblica senza crisi di fiducia. Questo consente agli Stati Uniti di indebitarsi di piu' a costi inferiori.

Infine, detenere la valuta principale accresce notevolmente il potere geopolitico permettendo di imporre sanzioni economiche onerose e credibili ad altri Stati, come avvenuto di recente con Russia, Iran o Venezuela.

Tuttavia, negli ultimi anni si e' osservata una lenta erosione del ruolo del dollaro. Se nel 2000 la sua quota era pari al 71%, nelle ultime rilevazioni e' scesa gradualmente fino al 59%, segnalando una diversificazione da parte delle banche centrali.

I Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Iran e altri) stanno promuovendo l'utilizzo delle proprie valute negli scambi reciproci e accumulando riserve in oro e altre valute.

Nel 2024 l'Arabia Saudita ha lasciato scadere gli accordi sull'uso esclusivo del dollaro nei commerci di petrolio, per potersi riservare la possibilita' di scambiare in renminbi cinesi o altre valute.

Storicamente molti Paesi hanno beneficiato della protezione militare americana (NATO, alleanze in Asia e Medio Oriente) e, in parallelo, hanno investito in Treasury. Questo ha sostenuto la domanda di dollari e il finanziamento del debito americano. Oggi, pero', diversi Paesi (Germania, Giappone, Corea del Sud, Arabia Saudita, India) stanno aumentando la spesa militare emettendo debito domestico. Nel 2024 la quota di Treasury detenuta dagli investitori esteri e' scesa sotto il 30%, rispetto a oltre il 40% nel 2013.

Sebbene si stia andando lentamente verso un sistema piu' multipolare, ad oggi non e' emersa un'alternativa credibile al dollaro. Nonostante la crescita economica e l'aumento del commercio estero, la quota del renminbi cinese nelle riserve globali resta bassa.

L'euro ha visto una rapida crescita fino al 2010, arrivando a rappresentare circa un quarto delle riserve, ma questa dinamica si e' fermata dopo la crisi della Grecia e la perdita di fiducia nella gestione di quella fase, riducendo il peso dell'euro a circa il 20%.

Negli ultimi anni, l'ascesa del Bitcoin e delle stablecoin (criptovalute ancorate al dollaro) ha portato alcuni investitori a ipotizzare un'ulteriore insidia per il dollaro. Questi strumenti vengono infatti sempre piu' utilizzati in Paesi con valute instabili. Tuttavia, gran parte delle stablecoin e' ancorata al dollaro stesso e quanto raccolgono viene quindi reinvestito largamente in Treasury.

Per quanto riguarda le criptovalute, la loro volatilita' limita la funzione di riserva di Lettera settimanale - Edizione italiana Cio' che potrebbe mettere alla prova il 'privilegio esorbitante' e' soprattutto l'aumento del debito pubblico statunitense, che ha superato il 120% del PIL.

Se la fiducia nei confronti dei Treasury dovesse venire meno e questi titoli diventassero piu' volatili, la transizione verso un sistema multivaluta potrebbe accelerare.

Almeno per il prossimo decennio, a nostro avviso, il dollaro manterra' il suo ruolo dominante grazie alla profondita' dei mercati finanziari americani, alla liquidita' e alla fiducia internazionale. Tuttavia, il 'privilegio esorbitante' non e' garantito: l'aumento del debito e la concorrenza di altre valute potrebbero ridurre gradualmente questo vantaggio.

Nei prossimi mesi, se la situazione in Iran dovesse normalizzarsi e non si verificassero altri shock geopolitici, ci aspettiamo un moderato deprezzamento del dollaro rispetto all'euro, con un cambio che potrebbe raggiungere quota 1.20. Tuttavia, come accaduto di recente, nuovi focolai geopolitici potrebbero rafforzare il dollaro, anche a dispetto dei fondamentali *Chief Investment Officer, UBS WM Italy, UBS Europe SE, Succursale Italia "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

Red-

(RADIOCOR) 10-05-26 12:16:28 (0190) 5 NNNN

 


Tag


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.