Ubp: Banche Centrali, cosa attendersi per forex e commodity - PAROLA AL MERCATO
di Michael Lok * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 mar - La scorsa settimana il dollaro Usa ha registrato un rialzo generalizzato, mentre le valute dei Paesi importatori di energia, come l'euro e lo yen, si sono indebolite a causa delle variazioni dei rispettivi termini di scambio (ToT).
Questi effetti sono in linea con i precedenti shock dei prezzi dell'energia e il posizionamento degli investitori suggerisce che vi sia un certo margine per un'ulteriore liquidazione delle posizioni, a vantaggio del dollaro statunitense.
E' improbabile che la riunione del Federal Open Market Committee (Fomc) di questa settimana comporti un cambiamento nella politica sui tassi, e i mercati saranno concentrati su eventuali commenti sul recente deterioramento dei dati relativi al mercato del lavoro. E' improbabile che tali commenti indeboliscano il dollaro, data la situazione esterna. Sono inoltre in programma importanti riunioni della Banca Centrale Europea, della Banca d'Inghilterra, della Banca nazionale svizzera e della Banca del Giappone. E' probabile che i tassi rimangano invariati per, alla luce del forte cambiamento nelle aspettative sui tassi di interesse dovuto al conflitto in Medio Oriente.
La riunione della Banca d'Inghilterra potrebbe riservare qualche sorpresa, date le forti aspettative di un taglio dei tassi prima dello scoppio del conflitto. Sara' interessante seguire anche la riunione della Banca del Giappone per verificare se vi siano indicazioni di potenziali futuri aumenti dei tassi. Nel breve termine, le variazioni del ToT dovrebbero determinare i range di negoziazione a breve termine, il che implica un ulteriore potenziale indebolimento dell'euro e dello yen in particolare.
L'oro e' sceso a poco piu' di 5.000 dollari l'oncia la scorsa settimana, mentre sono aumentati i deflussi sugli Etf. Questo riflette semplicemente una riduzione del rischio da parte degli investitori retail, e tale andamento dei prezzi e' coerente con significativi ribassi dei mercati azionari.
Qualsiasi calo dell'oro dovrebbe essere relativamente breve, alla luce della solida domanda sottostante e della prospettiva di un'inflazione piu' elevata nel tempo. L'oro tende infatti a comportarsi molto bene come copertura contro l'inflazione durante gli shock dei prezzi del petrolio, il che suggerisce un potenziale ribasso limitato rispetto ai livelli attuali. La nostra view costruttiva di lungo periodo sull'oro rimane invariata, con una previsione di fine anno pari a 6.000 dollari per oncia.
Energy Lo Stretto di Hormuz e' rimasto chiuso da oltre due settimane. Si stima che il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) disponga di una capacita' di stoccaggio sufficiente a coprire solo 20-25 giorni, limitando la capacita' degli esportatori regionali di compensare il blocco dei carichi. Le attuali interruzioni dell'approvvigionamento stanno ormai assumendo proporzioni significative. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), si stima che siano fuori servizio oltre 8 milioni di barili al giorno (mb/d) di produzione di petrolio greggio e 2 mb/d di prodotti raffinati, oltre ai circa 15 mb/d di petrolio che normalmente transiterebbero attraverso lo Stretto di Hormuz ma che attualmente non possono essere trasportati. Le perdite di capacita' di raffinazione superano i 3 milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno (mboe/d), rispetto ai circa 5 mb/d di esportazioni dal Golfo nel 2025. Sebbene non si siano verificati danni strutturali alle principali infrastrutture petrolifere, la normalizzazione richiedera' probabilmente mesi una volta riprese le spedizioni. Si e' inoltre osservato un comportamento di accumulo delle scorte, con alcuni Paesi che limitano le esportazioni (come la Cina), impongono tasse all'export (Brasile) e introducono razionamenti dei carburanti (India).
Sebbene l'Iea abbia annunciato il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, il ritmo effettivo di distribuzione-stimato intorno a 3 mb/g nei primi 100 giorni-ne limita la capacita' di compensare pienamente le interruzioni dei flussi. Di conseguenza, si prevedono prezzi piu' elevati e persistenti, con una media di circa 85 dollari al barile (Usd 85/bbl) per il 2026.
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(RADIOCOR) 18-03-26 15:26:14 (0437) 5 NNNN