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Schroders: Eurozona, lo shock energetico fa deragliare la ripresa, tassi in rialzo solo nel 2027 - PAROLA AL MERCATO

di Irene Lauro* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 mag - Abbiamo rivisto al ribasso le nostre previsioni per l'Eurozona a seguito del forte shock energetico e ci aspettiamo ora che la crescita del Pil rallenti allo 0,7% quest'anno, per poi riprendersi modestamente all'1,4% nel 2027. Gli indicatori ad alta frequenza segnalano gia' una rapida perdita di slancio nel secondo trimestre. Le indagini PMI indicano una contrazione dell'attivita' gia' ad aprile e siamo particolarmente preoccupati per le prospettive sul fronte dei servizi.

L'attivita' nel settore dei servizi era stata la principale fonte di resilienza nell'ultimo anno, sostenuta da una solida domanda interna e contribuendo ad attutire l'impatto dell'incertezza su scambi e dazi quando il settore manifatturiero era sotto pressione. Sebbene il tasso di risparmio delle famiglie rimanga al di sopra dei livelli pre-pandemici, il brusco deterioramento della fiducia dei consumatori suggerisce che questi ultimi probabilmente diventeranno piu' cauti. Di conseguenza, la spesa interna e' destinata a rallentare a causa dell'aumento dei risparmi a scopo precauzionale. Anche il turismo deve affrontare venti contrari, con la carenza di carburante per jet che probabilmente pesera' sui volumi di viaggio e sui ricavi durante i mesi estivi.

E' probabile che anche la ripresa del settore manifatturiero venga posticipata ulteriormente. Le imprese si trovano ad affrontare un mix tossico di accresciuta incertezza, elevati costi energetici e nuove interruzioni nelle catene di approvvigionamento. In questo contesto, gli investimenti privati sono destinati a rimanere deboli, ritardando qualsiasi rimbalzo significativo della produzione industriale.

Per mitigare l'impatto economico dello shock energetico, i governi europei hanno iniziato a mettere in campo misure di sostegno fiscale. A fine aprile, sono stati annunciati oltre 10 miliardi di euro in misure a breve termine, secondo il tracker sulla risposta fiscale alla crisi energetica europea del 2026 di Bruegel, con Spagna e Germania che rappresentano circa la meta' del totale. Cio' si confronta con gli oltre 500 miliardi di euro spesi durante la crisi energetica dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022. Con uno spazio fiscale significativamente ridotto, le somme impegnate negli ultimi due mesi sono inferiori, pari a meno dello 0,1% del Pil, il che significa che le misure adottate finora forniscono solo una modesta protezione per le famiglie e le imprese.

*Senior Economist - Europe and Climate, Schroders.

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(RADIOCOR) 17-05-26 11:52:35 (0211) 5 NNNN

 


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