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Schroders: energia, un nuovo ciclo stava emergendo gia' prima della crisi in Iran - PAROLA AL MERCATO

di Mark Lacey* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 apr - La chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio globale insieme a una quota significativa di gas naturale liquefatto, ha generato un forte shock dell'offerta. I mercati petroliferi erano gia' in fase di irrigidimento, con quelli del gas destinati a seguire nei prossimi tre-quattro anni. Il conflitto sta ora anticipando il processo di ricalibrazione dei prezzi.

Consideriamo questo come l'inizio di un lungo ciclo di investimenti energetici, con implicazioni su tutti i mercati dell'energia. Da un lato vi sono vincoli di offerta nei mercati del petrolio, del gas e dell'elettricita', mentre dall'altro il profilo della domanda continua ad espandersi.

Con l'avvio di questo ciclo di investimenti, ci aspettiamo un aumento dei flussi di cassa e degli utili, nonche' una sovraperformance dei titoli energetici. In un quadro piu' ampio, mentre gli Stati si affrettano a dare priorita' alla propria sicurezza energetica interna, emergono implicazioni anche per le energie rinnovabili e le tecnologie correlate.

Il capitale ha abbandonato il settore Il peso del settore energetico negli indici azionari globali e' sceso da circa il 14% ai picchi dei cicli precedenti a circa il 3% oggi. Questo cambiamento e' seguito a un periodo di rendimenti deboli nei primi anni 2010, quando le aziende hanno investito massicciamente con prezzi del petrolio elevati, generando pero' flussi di cassa liberi modesti.

In risposta, gli investitori hanno richiesto una maggiore disciplina del capitale, e i team di gestione hanno rafforzato i bilanci e aumentato le distribuzioni agli azionisti. Per diversi anni consecutivi, le compagnie petrolifere quotate hanno restituito agli azionisti piu' liquidita' di quanta ne abbiano investita nello sviluppo di nuove forniture.

La spesa in conto capitale, in proporzione ai flussi di cassa, e' scesa ben al di sotto dei livelli dei cicli precedenti e non si e' piu' ripresa in modo significativo.

Questa prudenza ha avuto delle conseguenze.

La mancanza di investimenti ha ridotto la durata delle riserve Le 'durate delle riserve' - che indicano per quanto tempo le riserve accertate di una societa' durerebbero ai ritmi attuali di produzione - si sono accorciate in gran parte del settore.

All'inizio degli anni 2000 si attestavano in media tra i 14 e i 15 anni; oggi, per molti produttori, la cifra e' compresa tra sette e dieci anni. Cio' riflette un lungo periodo in cui la disciplina del capitale ha privilegiato le distribuzioni rispetto all'espansione delle riserve. I giacimenti maturi di petrolio e gas, sviluppati da tempo, continuano a declinare naturalmente. Mantenere la produzione da queste riserve richiederebbe investimenti in un momento in cui i management sono stati riluttanti a venir meno al loro impegno verso la disciplina del capitale.

La crescita dell'offerta di petrolio e gas e' limitata Dopo il 2026, sono previsti meno progetti confermati in grado di aggiungere nuova produzione in modo significativo. La crescita prevista al di fuori dell'OPEC nei prossimi anni e' concentrata in Brasile, Guyana e Canada. La crescita dello shale oil negli Stati Uniti sta rallentando e la produzione per pozzo non migliora piu' ai ritmi del passato. Nel ciclo precedente, lo shale oil garantiva una rapida risposta dell'offerta all'aumento dei prezzi, ma oggi questa flessibilita' e' piu' limitata, con un incremento della produzione che richiede investimenti sempre piu' elevati.

L'intelligenza artificiale e la decarbonizzazione guidano la domanda di elettricita' Si prevede che la domanda di elettricita' negli Stati Uniti crescera' di circa il 2-3% all'anno per un periodo prolungato. Uno dei fattori e' la decarbonizzazione di settori di grandi dimensioni, come i trasporti e il riscaldamento. Un altro elemento crescente della domanda proverra' dai data center che alimentano l'intelligenza artificiale generativa.

Molti data center per l'intelligenza artificiale - quelli non collegati alla rete elettrica - sono alimentati da turbine a gas, aumentando cosi' la domanda nei principali mercati, compresi gli Stati Uniti, dove il consumo di gas naturale e' gia' in crescita.

*Head of Thematic Equities, Schroders Red-.

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