Robeco: la resilienza come imperativo negli investimenti - PAROLA AL MERCATO
di Lucian Peppelenbos* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 mag - La chiusura dello Stretto di Hormuz durante il conflitto con l'Iran dimostra ancora una volta come il mondo sia entrato in una nuova realta'. Gli investitori devono adeguarsi a questo cambiamento. La resilienza sociale deve ora occupare una posizione centrale nelle strategie d'investimento e puo' andare di pari passo con gli obiettivi di sostenibilita'.
La chiusura dello Stretto di Hormuz nei mesi di marzo e aprile ha causato l'interruzione dei flussi di petrolio e gas naturale liquefatto da cui dipendono miliardi di persone, gettando nello scompiglio i mercati dell'energia. Si e' trattato di un evento inedito, ma non imprevedibile, poiche' lo Stretto e' un punto nevralgico in una regione instabile.
Si tratta, inoltre, di uno degli esempi piu' chiari di come la resilienza energetica - attraverso una maggiore autonomia - e gli investimenti climatici possano rafforzarsi a vicenda.
La domanda e': quali altri elementi dei sistemi economici che generano rendimenti di portafoglio presentano analoghe criticita'? A nostro avviso, molti.
La resilienza sociale - ossia la capacita' di economie, ecosistemi e istituzioni di assorbire gli shock, adattarsi e mantenere la propria funzione fondamentale - e', ad oggi, un rischio sottovalutato nei portafogli.
Come nel caso di Hormuz, molte criticita' strutturali restano invisibili in condizioni di calma. Le capacita' digitali essenziali sono concentrate nelle mani di una manciata di imprese e circa il 60% dei princi'pi attivi farmaceutici e' prodotto in India e in Cina.
La resilienza e' alla base della creazione di valore a lungo terme. Questa abbraccia, tra gli altri, la sicurezza in ambiti quali l'energia, l'informazione, l'alimentazione, la sanita', le istituzioni, le risorse critiche, il clima e gli ecosistemi.[1] I problemi associati al deterioramento della sicurezza lungo una di queste dimensioni possono tradursi in rischi per gli investimenti. Interruzioni della catena di fornitura, conflitti bellici ed eventi meteorologici estremi sono solo alcuni esempi in cui la diminuzione della resilienza puo' influire sui rendimenti degli investimenti.
Un mondo sempre piu' frammentato La geopolitica e' una dimensione fondamentale della resilienza. Il Global Risks Report 2026 del World Economic Forum vede nello scontro geoeconomico il principale rischio di breve termine, e gli strategist sono sempre piu' convinti che la frammentazione sia da considerarsi un riassetto permanente, piuttosto che una perturbazione temporanea.[2] In un mondo multidimensionale, gli shock geoeconomici cessano di essere rischi di coda per diventare scenari centrali.
Catene di fornitura: dall'efficienza alla resilienza La diversificazione e il nearshoring, il dual sourcing (doppio approvvigionamento) e le scorte di sicurezza sono in aumento in tutti i settori, anche grazie al crescente sostegno fornito dalle analisi predittive. Le case farmaceutiche stanno riportando capacita' produttiva nei Paesi d'origine per ridurre la dipendenza da India e Cina, mentre il settore automobilistico ha abbandonato i modelli puramente just-in-time dopo lo shock dell'offerta di semiconduttori del 2022-2023.
La tensione e' costosa; la resilienza implica un compromesso rispetto all'efficienza, che e' una classica metrica di rischio/rendimento. Le ipotesi di rendimento relative ai mercati quotati sono state calibrate su un'economia con una maggiore integrazione globale. Il passaggio alla resilienza si traduce in una crescita tendenziale inferiore e un'inflazione strutturale piu' elevata.
Resilienza fisica La resilienza presenta anche una forte connotazione ambientale, in particolare per quanto riguarda il cambiamento climatico. I danni economici annui causati dagli eventi meteorologici estremi ammontano allo 0,5% circa del PIL globale, e i rischi sono destinati ad aumentare con l'innalzamento delle temperature, anche nel caso di una riduzione delle emissioni.
Dalle nostre analisi emerge che il 30% circa dell'MSCI AC World Index e' esposto a un elevato rischio fisico lordo nel breve termine derivante dal riscaldamento globale; nell'MSCI Emerging Markets Index, questa quota di esposizione e' pari al 60% circa della capitalizzazione di mercato. La questione chiave e' in che misura le imprese - e i Paesi in cui operano - possano mitigare i rischi lordi attraverso l'adattamento, la copertura assicurativa e la gestione del rischio.
*Climate & Biodiversity Strategist di Robeco.
Red-
(RADIOCOR) 24-05-26 12:43:25 (0229) 5 NNNN