Robeco: credito privato, i pro, i contro e l'illiquidita' - PAROLA AL MERCATO
di Colin Graham* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 10 mag - Il credito privato comprende il direct lending e il middle-market lending, in cui il capitale e' fornito da finanziatori non bancari e pertanto non compare nei bilanci delle banche, che sono state soggette a una regolamentazione piu' rigorosa dopo la GFC del 2008.
Stress test strutturale La maggior parte dei prestiti concessi nel mercato del credito privato hanno un rating inferiore all'investment grade, poiche' costituiscono una forma di prestito su misura a societa' con un merito creditizio piu' basso e una minore capacita' di accedere a prestiti obbligazionari, offrendo loro un canale per ottenere finanziamenti.
In tal modo, i finanziatori e gli investitori ottengono rendimenti piu' elevati con una volatilita' piu' contenuta (un migliore Sharpe ratio). Lo svantaggio per gli investitori nel credito privato e' dato dalla potenziale opacita' delle valutazioni; inoltre, durante gli shock finanziari o economici, i vantaggi della diversificazione svaniscono, poiche' la correlazione con i mercati del credito tradizionali torna a uno. La principale preoccupazione diventa allora la restituzione anziche' il rendimento del capitale; si tratta, cioe', di evitare in tutti i modi i default.
I mercati del credito sono stati estremamente solidi nel 2025, ma verso la fine dell'anno si e' prodotta una divergenza tra i mercati quotati (pubblici) e quelli non quotati (privati). Mentre i mercati investment grade continuano a dar prova di buona tenuta, il mercato del credito privato, dal valore di 2,1 trilioni di dollari, ha cominciato a subire uno stress test strutturale.
Maggiore esposizione al settore tecnologico Uno dei problemi e' che il credito privato, rispetto al debito tradizionale, presenta un'esposizione molto piu' elevata al settore tecnologico, che e' vulnerabile alle trasformazioni indotte dall'IA. Sebbene il credito privato non venga prezzato con la stessa frequenza del credito quotato o dell'azionario quotato, la significativa comunanza nell'esposizione al settore tecnologico implica che i benefici di una volatilita' inferiore possono svanire.
Oggi questo enorme mercato risente di numerose avversita'. Il contesto di tassi piu' elevati e lo shock geopolitico causato dalla guerra nel Golfo e dai dazi, sommati alla disruption dei modelli di business nel software guidata dall'IA, hanno inaugurato un periodo di maggiori controlli.
Riteniamo che i tassi di default complessivi (pari attualmente al 2,1% circa) siano un indicatore ritardato. Se includiamo le passivita' e le difficolta' nascoste, il tasso di sofferenza 'effettivo' potrebbe avvicinarsi al 5,4%.
In questo contesto diventa evidente la divergenza di performance tra le imprese HALO (hard assets, low obsolescence), radicate nelle infrastrutture fisiche, e i portafogli di imprese di software altamente indebitate ed esposte all'IA.
Inflazione = tassi piu' elevati Lo scoppio della guerra in Iran ha causato un nuovo shock petrolifero e ulteriori interruzioni delle catene di approvvigionamento, generando le inevitabili pressioni inflazionistiche che non si vedevano dai tempi della pandemia da Covid. L'aumento dell'inflazione accresce la probabilita' di rialzi dei tassi mirati a contrastarla, che rappresenterebbero una minaccia diretta per le imprese altamente indebitate.
I fattori avversi continuano ad aumentare, con implicazioni significative per le aziende indebitate e per gli investitori nel credito privato.
*Head of Multi Asset & Equity Solutions di Robeco.
Red-
(RADIOCOR) 10-05-26 11:46:21 (0179) 5 NNNN