RBC BlueBay: quando Washington va a fuoco e i mercati restano calmi - PAROLA AL MERCATO
di Polina Kurdyavko* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 2 mag - Le temperature torride a Washington DC durante le riunioni del FMI, che hanno raggiunto i 33 C, il livello piu' alto degli ultimi 50 anni, hanno fornito una metafora calzante per quello che e' stato forse il sentiment degli investitori piu' ottimista mai registrato nello stesso periodo.
C'era un netto divario tra i rischi fondamentali di cui stavamo discutendo e il sentiment di mercato straordinariamente composto che persiste. I mercati continuano a scontare scenari relativamente benigni nonostante una serie di sfide: i progressi limitati del Libano nella riforma del sistema bancario e il disarmo di Hezbollah di fatto congelato, le aspettative di una continuazione della guerra in Ucraina e la persistente incertezza politica riguardo alle implicazioni economiche delle vulnerabilita' dell'approvvigionamento petrolifero, tutti fattori che avrebbero scatenato il panico un decennio fa.
Integrazione dell'economia di guerra Forse e' possibile conciliare questi contrasti riconoscendo l'emergere di quello che definisco il 'paradigma dell'economia di guerra', in cui i mercati si sono sostanzialmente adattati a operare in condizioni di conflitto persistente. Il vicegovernatore della Banca centrale ucraina ha discusso con tono pragmatico del deficit di bilancio pari al 19% del Pil e del deficit delle partite correnti del 22%, entrambi destinati a essere finanziati dai flussi di aiuti esterni, stimati in 45 miliardi di euro all'anno.
Questa normalizzazione dell'economia di guerra sta accelerando i cambiamenti strutturali. La preferenza dell'Iran per i pagamenti petroliferi in CNY - come ha osservato il team saudita del FMI - segnala tendenze piu' ampie di de-dollarizzazione. Allo stesso tempo, le ripercussioni del conflitto potrebbero determinare una spesa infrastrutturale sostanziale, in particolare nel settore energetico mediorientale, dando vita a nuove iniziative di project finance.
L'America Latina come 'faro di stabilita'' In questo contesto globale, l'America Latina continua ad affermarsi come un rifugio relativamente sicuro. La regione beneficia di quello che un relatore ha giustamente definito un 'super ciclo elettorale' che produce risultati favorevoli ai mercati. La trasformazione culturale del Brasile e' particolarmente sorprendente, con uno spostamento verso il conservatorismo che sta avvantaggiando i candidati di destra incentrati sulla sicurezza. Anche in Colombia, una delle economie piu' diseguali al mondo, i candidati favorevoli al mercato mantengono un vantaggio, nonostante l'aumento del salario minimo del 23% voluto dal presidente Petro.
Per quanto riguarda i 'serial defaulters' come l'Argentina e l'Ecuador, entrambi stanno mettendo in atto il miglior mix di politiche degli ultimi decenni.
*Portfolio Manager, Head of Emerging Market Debt, RBC BlueBay.
Red-
(RADIOCOR) 02-05-26 12:59:29 (0204) 5 NNNN