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RBC BlueBay AM: la settimana dei mercati - PAROLA AL MERCATO

di Mark Dowding* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 mag - A quasi settanta giorni dal lancio dell'Operazione Epic Fury, sembra che si inizino a compiere alcuni progressi riguardo a un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Con il Presidente Trump che appare sempre piu' nel disperato tentativo di porre fine a un conflitto impopolare senza dare l'impressione di perdere la faccia, sembra che l'amministrazione statunitense stia iniziando a comprendere i limiti delle proprie capacita' militari contro un avversario risoluto e determinato.

Sebbene Washington voglia presentare la situazione in modo diverso, tutto cio' sembra indicare un certo grado di capitolazione di fronte alle richieste iraniane. In definitiva, puo' apparire ragionevole concludere che ci stiamo avviando verso un accordo sul modello del Joint Comprehensive Plan of Action, che era sul tavolo prima dell'inizio della guerra diversi mesi fa.

Nonostante tutti i danni materiali e le perdite subite dall'Iran, il fatto che l'IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps) sia stato in grado di controllare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz puo' essere interpretato come un rafforzamento dell'Iran all'interno della regione, e potenzialmente lascia i piccoli stati del GCC (Gulf Cooperation Council) ostaggi delle future richieste di Teheran.

Questa potrebbe essere una pillola amara da ingoiare a Tel Aviv. Tuttavia, e' una pillola ancora piu' amara a Dubai e Abu Dhabi, con gli Emirati Arabi Uniti che sembrano aver pagato un prezzo elevato per la loro lealta' verso gli Stati Uniti nel corso degli ultimi mesi.

Nel frattempo, si potrebbe immaginare che un regime ancora piu' intransigente e autocratico a Teheran possa scegliere di essere ancora piu' brutale e repressivo nel contrastare il dissenso interno nel proprio paese. Sebbene l'economia iraniana sia in ginocchio, man mano che si riprendera', potrebbe essere ragionevole pensare che una teocrazia paranoica possa dirottare una quota ancora maggiore della sua ricchezza nazionale verso la preservazione della propria sicurezza e sopravvivenza futura.

Col tempo, cio' potrebbe porre le basi per un nuovo conflitto regionale e potrebbe persino rappresentare una delle principali motivazioni alla base della ricerca di una deterrenza nucleare, con la Corea del Nord che insegna che una volta ottenuta, gli altri Paesi saranno molto piu' propensi a lasciarti in pace in futuro. Di conseguenza, siamo scettici sul fatto che l'Iran rinuncera' alle sue ambizioni nucleari e potrebbe esserci ampio margine affinche' un nascente accordo di pace vada in frantumi, se non nel breve termine, quantomeno in futuro.

Per ora, tuttavia, prevarra' probabilmente un certo sollievo, man mano che le spedizioni potranno riprendere e le interruzioni commerciali inizieranno gradualmente a rientrare. Allo stesso tempo, mettiamo in guardia dal ritenere che cio' possa annullare lo shock economico, i cui effetti continueranno a farsi sentire ancora per molti mesi.

Come condiviso in precedenza, prevediamo che i prezzi del petrolio rimarranno elevati e che i futures sul greggio resteranno intorno agli 85 dollari fino alla fine di quest'anno, anche assumendo che lo Stretto riapra in tempi relativamente brevi. Riteniamo ancora probabile che l'inflazione raggiunga il 4% negli Stati Uniti e il 3% nell'Eurozona, a seguito dell'aumento dei prezzi di cibo, energia e di una serie di altri beni che hanno subito un incremento dei costi di spedizione e di produzione.

In questo contesto, rimane probabile un rialzo dei tassi da parte della Bce, ed e' verosimile che anche la BoE debba seguirne l'esempio, dati gli effetti radicati di trasmissione dell'inflazione, nonostante una traiettoria economica debole.

Oltreoceano, per il 2026 continuiamo a non prevedere cambiamenti nella politica della Fed, sebbene si possa iniziare a presupporre che la prossima mossa sui tassi d'interesse statunitensi sara' al ribasso, piuttosto che al rialzo, una volta che l'inflazione iniziera' a scendere nel corso del 2027. Di conseguenza, riteniamo improbabile che i rendimenti dei Treasury statunitensi a 5 anni continuino a salire oltre il 4%, e abbiamo trasformato un'operazione di breakeven sull'inflazione sui TIPS statunitensi a media scadenza in una posizione lunga netta sulle obbligazioni indicizzate all'inflazione, con i rendimenti a questo livello.

Altrove, la nostra preferenza per le obbligazioni indicizzate all'inflazione in Europa si esprime anche in termini assoluti sui rendimenti reali nelle scadenze da brevi a intermedie.

Poiche' alcune banche centrali sono probabilmente piu' inclini a trascurare i dati sull'inflazione elevati a fronte di un rallentamento della crescita economica, siamo lieti di mantenere questo posizionamento.

Il Giappone e' rimasto fermo per le festivita' annuali della Golden Week, ma con la ripresa delle attivita' cercheremo segnali di un aumento dei flussi di allocazione verso titoli domestici. Questo fattore potrebbe contribuire a favorire i rendimenti dei JGB. Nel frattempo, poiche' il Ministero delle Finanze e' intervenuto in diverse occasioni nell'ultima settimana, uno yen piu' solido potrebbe ridurre la pressione sulla BoJ affinche' alzi i tassi nella riunione di giugno.

Continuiamo a pensare che il Governatore Ueda farebbe bene ad alzare i tassi di riferimento all'1% il mese prossimo. Se cio' dovesse avvenire, prevediamo un continuo appiattimento della parte lunga della curva dei rendimenti, con alcuni assicuratori sulla vita che segnalano gia' un aumento delle intenzioni di acquisto di JGB a lunghissima scadenza nel corso del prossimo mese.

Per quanto riguarda il mercato valutario (FX), manteniamo una modesta posizione lunga sullo yen. La determinazione nell'assicurare che lo yen non si indebolisca ci porterebbe ad aumentare questa partecipazione in caso di ritorno sopra i 158 contro il dollaro USA, sebbene siamo scettici sul fatto che lo yen possa recuperare fin sotto i 150 in assenza di progressi molto piu' significativi nella riduzione dei differenziali dei tassi d'interesse.

*Fixed Income CIO.

Red-

(RADIOCOR) 09-05-26 11:05:49 (0198) 5 NNNN

 


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