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RBC BlueBay AM: la settimana dei mercati - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 mag - Nel Regno Unito, le elezioni locali di ieri potrebbero rivelarsi un momento cruciale per la politica britannica. Sulla scia di una prestazione disastrosa per i Laburisti, gli analisti si chiedono ora quando, e non se, Starmer verra' sostituito come leader del Partito Laburista e Primo Ministro britannico.

I siti di scommesse danno ora Andy Burnham testa a testa con Angela Rayner, con il sindaco di Manchester, che sembra godere di tutto lo slancio attuale in un momento in cui gli indici di popolarita' della Rayner rappresentano una sfida per la sua candidatura.

Tuttavia, poiche' Burnham non puo' candidarsi a meno che non ottenga un seggio a Westminster attraverso un'elezione suppletiva, cio' significa che, se i possibili contendenti vogliono impedirgli di avere delle chance, la finestra temporale per muoversi contro Starmer e' qui e ora.

Le prospettive di Burnham sembrano essere favorite da un consistente voto laburista insoddisfatto che sta defluendo verso il Green Party, inteso come partito di protesta de facto della sinistra. In questo contesto, i sostenitori riterranno che il modo per far vincere i Laburisti e fermare l'ascesa di Reform e della destra populista sia dirigersi verso una posizione piu' orientata a sinistra.

Eppure, se Burnham dovesse emergere vittorioso, cio' potrebbe porre le basi per un'ulteriore volatilita' del mercato finanziario britannico, con gli investitori in Gilt timorosi dei piani di aumento della spesa in un momento in cui le aliquote fiscali sono gia' ai massimi storici. In questo contesto, anche se un putsch della leadership non dovesse aver luogo nei prossimi giorni, sembra improbabile che i rischi politici nel Regno Unito si attenuino presto.

Da questa prospettiva, continuiamo a pensare che mantenere una posizione corta sulla sterlina abbia senso, con l'economia britannica destinata a sottoperformare rispetto ai suoi omologhi globali.

Al di la' di alcuni fattori macroeconomici e politici, gli asset di rischio hanno continuato a correre nell'ultima settimana, con gli indici azionari negli Stati Uniti e in Asia che hanno registrato nuovi massimi storici. Il forte slancio degli utili e un appetito apparentemente insaziabile per l'IA hanno visto gli investitori retail desiderosi di lanciarsi nel rally, lasciando con un senso di rimpianto coloro che si erano preoccupati delle valutazioni e dei rapporti P/E elevati.

Il sentiment dettato dalla FOMO sta senza dubbio spingendo molti a salire a bordo in questo momento e una svolta rialzista piu' decisa nel sentiment potrebbe ancora vedere un'accelerazione dell'azione dei prezzi nel breve termine, man mano che il posizionamento e la leva finanziaria vengono aumentati di qualche altro livello.

Tuttavia, nel credito e' difficile rispecchiare un sentiment cosi' positivo. Analogamente all'azionario, le valutazioni del credito appaiono storicamente tirate; ma, a differenza dell'equity, manca l'attrattiva di una distribuzione dei rendimenti fortemente asimmetrica verso l'alto, che potrebbe tradursi in rendimenti potenzialmente molto elevati attraverso la selezione dei titoli vincenti.

Inoltre, in un momento in cui vediamo uno shock economico globale e l'interruzione delle catene di approvvigionamento agire come un impulso stagflazionistico per i mesi a venire, esiste il rischio di una migrazione avversa del credito e di crescenti rischi di default, con rischi di recessione piu' elevati in regioni come l'Europa e parti dell'Asia.

Di conseguenza, riteniamo che mantenere una posizione cauta sul credito in Europa rimanga la visione corretta, anche se gli spread hanno continuato a restringersi negli ultimi giorni, in sintonia con gli altri mercati, sulle speranze di un accordo in Medio Oriente.

Guardando avanti Esprimiamo preoccupazione per il fatto che quasi tutte le buone notizie siano scontate dai prezzi in questo momento e cio' ci porta a essere relativamente cauti. Detto questo, sappiamo anche che cio' che guida i prezzi in tutti i mercati e' l'intersezione tra acquirenti e venditori e, da questa prospettiva, se il pendolo che oscilla tra paura e avidita' continuera' a muoversi in una direzione piu' costruttiva, sappiamo che i prezzi potranno continuare a salire.

In quest'ottica, nel riflettere una visione cauta, e' anche importante non farsi travolgere da una mentalita' piu' ribassista, vittima del pregiudizio di conferma. Cio' premesso, i rendimenti sottostanti e gli spread dei titoli di Stato e delle obbligazioni societarie continueranno a essere guidati dai dati economici, dalle decisioni politiche, dalla migrazione del credito e dai cambiamenti nel livello dei default. Stando cosi' le cose, una volta che il rumore delle testate geopolitiche iniziera' a placarsi, i dati torneranno a essere il principale centro d'attenzione degli investitori.

Per quanto riguarda il Medio Oriente, ci colpisce il fatto che, sebbene l'economia iraniana sia in condizioni disastrose, la dimostrazione di resilienza del Paese sia sempre piu' vista come una risorsa strategica in se' e per se'. Nonostante gli Stati Uniti e Israele abbiano tentato il tutto per tutto contro Teheran, il regime rimane intatto e forse piu' risoluto che mai.

Inoltre, Teheran e' riuscito a dimostrare di essere la grande potenza del Medio Oriente, con la capacita' di seminare il caos nell'economia globale e regionale. Notando cio', e' molto probabile che la finalizzazione di un accordo provvisorio per riaprire lo Stretto di Hormuz possa richiedere ancora tempo, con gli iraniani che percepiscono la capitolazione degli Stati Uniti e vogliono massimizzare il proprio vantaggio finche' ne dispongono.

A questo proposito, si potrebbe essere tentati di pensare che i problemi nella regione siano ormai scomparsi, ma c'e' una differenza tra la velocita' con cui Trump puo' twittare e la realta' effettiva che guidera' gli eventi sul campo. Di conseguenza, non saremmo sorpresi se la parte iraniana spingesse per il pagamento di riparazioni, la fine delle sanzioni, il controllo continuo sul transito nello Stretto di Hormuz e alcuni degli altri punti della loro lista dei desideri, ancor prima di passare ai colloqui sul futuro del programma nucleare iraniano.

Sebbene l'amministrazione statunitense vorra' letteralmente "strombazzare" le proprie vittorie, la realta' che emerge e' che questo e' stato un conflitto oneroso che e' costato agli USA amici in tutto il mondo e che ha ottenuto dolorosamente poco. In tal senso, e' improbabile che l'accordo finale sia migliore di quello che era gia' sul tavolo prima del lancio di qualsiasi attacco. Nel frattempo, il mondo sembrerebbe essere un luogo piu' volatile e insicuro di quanto non fosse prima.

*Fixed Income CIO "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 09-05-26 11:11:13 (0201) 5 NNNN

 


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