Raiffeisen: l'ombra di Hormuz sui mercati, chi vince e chi perde tra gli Emergenti - PAROLA AL MERCATO
di Karin Kunrath* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 10 mag - Il conflitto in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno innescato uno shock energetico senza precedenti dagli anni '70. Nonostante il passaggio dai fondamentali economici ai rischi geopolitici, i mercati emergenti mostrano una resilienza inaspettata grazie all'export di greggio, al dominio nel settore Tech che, con i comparti dei semiconduttori e dell'intelligenza artificiale, resta impermeabile alle tensioni nel Golfo, e a una minore dipendenza dal dollaro.
L'economia reale e i mercati azionari sono in rotta di collisione? Esiste tuttavia un divario crescente tra l'andamento dei prezzi di borsa e l'economia reale. La maggior parte degli analisti prevede che, se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso nelle prossime tre-sette settimane, ne deriveranno conseguenze negative irreversibili.
Resta tuttavia una forte incertezza sulla possibilita' di una de-escalation nel breve termine.
I dati economici riflettono gia' i primi effetti della guerra in Iran.
In Cina nel primo trimestre il PIL e' cresciuto del 5,0%.
Tuttavia, a marzo le eccedenze commerciali sono crollate: le importazioni sono schizzate verso l'alto di quasi il 30% a causa dei costi energetici, mentre l'export ha perso slancio a causa dell'incertezza globale. La Cina appare protetta nel breve termine dalle riserve petrolifere e dallo sviluppo di rinnovabili e nucleare, ma tali difese saranno insufficienti se i suoi mercati di sbocco resteranno in difficolta' a lungo.
L'India in quanto importatore netto di energia, subisce una massiccia pressione sull'economia reale, con conseguenti revisioni al ribasso della crescita da parte delle agenzie di rating. Il calo della rupia e i deflussi di capitali confermano che i mercati scontano l'estrema dipendenza dal greggio: nonostante i buoni utili societari, la borsa indiana e' tra le peggiori al mondo (-8% da inizio anno).
In netto contrasto con questa situazione si trova la borsa coreana, che e' letteralmente esplosa con un aumento superiore al 50% da inizio anno. Nonostante la dipendenza energetica dal Golfo, il listino e' stato trascinato dalle performance dei produttori di chip sudcoreani, che dominano l'indice azionario.
*Chief investment officer, Raiffeisen Capital Management.
Red-
(RADIOCOR) 10-05-26 13:53:07 (0257) 5 NNNN