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Private debt: Aifi, raccolta 2025 cala a 1 mld (-26%) ma +33% investimenti a 6,8 mld -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 apr - Analizzando la struttura dei finanziamenti, dai dati Aifi emerge che nel 35% dei casi l'operatore ha agito nell'ambito di un club deal (numero contenuto di soggetti che ha strutturato l'operazione), nel 32% in qualita' di arranger unico (operazione strutturata da un solo operatore di private debt) e nel 18% come partecipante a una sindacazione (adesione a una operazione strutturata da altri soggetti). Il 59% delle operazioni sono stati finanziamenti, il 25% sottoscrizioni di obbligazioni. In generale, prevale lo schema di rimborso bullet (62%) mentre nel 32% dei casi il prestito viene rimborsato progressivamente (amortizing). In termini di garanzie, il pegno su azioni e' la forma piu' diffusa (53% delle operazioni), seguito dal pegno su quote (16%) per una durate media delle operazioni di poco superiore a sei anni, mentre il tasso di interesse applicato consiste in uno spread medio di 5,38 punti percentuali sopra l'Euribor. Inoltre, il 36% dell'ammontare investito ha riguardato finanziamenti per operazioni di buy out, seguiti da operazioni per lo sviluppo (30%), all'interno delle quali la crescita esterna ha rappresentato la componente principale. In termini di numero, invece, hanno prevalso i progetti di sviluppo (41%), seguiti dalle operazioni per i buy out (32%). Dall'analisi dei dati - evidenzia Aifi - emerge l'importanza della collaborazione tra private debt e private equity, con riferimento sia ai finanziamenti delle operazioni di buy out, sia al supporto dei programmi di crescita e acquisizione delle societa' partecipate: nel 69% dei casi, infatti, le societa' oggetto di investimento nel 2025 sono nel portafoglio del private equity. A livello geografico, la prima regione resta la Lombardia, con il 42% del numero di societa', seguita dal Veneto con l'11%. Con riferimento alle attivita' delle aziende target, al primo posto, con il 25% degli investimenti, si colloca il settore manifatturiero, seguito dall'Ict (16%) e dai beni e servizi industriali (poco meno del 16%). A livello di dimensione, escludendo i progetti infrastrutturali, il 52% degli investimenti ha riguardato imprese con meno di 250 addetti.

Il livello di indebitamento delle societa' successivo all'operazione di private debt, infine, rimane contenuto: la leva finanziaria (rapporto net debt/ebitda) post finanziamento risulta inferiore a 3,5 volte nel 53% dei casi e a 4,5 nell'81% dei casi.

dim-com

(RADIOCOR) 14-04-26 14:07:20 (0440) 5 NNNN

 


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