Pimco: perche' la Fed potrebbe ridurre di nuovo il bilancio (e i mercati non accorgersene) - PAROLA AL MERCATO
di Tiffany Wilding* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 apr - Alla fine dello scorso anno, la Federal Reserve ha concluso il suo ultimo programma di quantitative tightening (QT): il processo attraverso il quale riduce il proprio bilancio vendendo titoli o lasciandoli giungere a scadenza senza reinvestirli.
Da un picco di quasi 9.000 miliardi di dollari, pari a circa il 35% del PIL statunitense, la Fed aveva ridotto il bilancio di oltre 2.000 miliardi di dollari. A differenza del 2019, quando un picco di volatilita' del mercato monetario aveva spinto la Fed a interrompere bruscamente il QT, questa volta i mercati sembravano quasi non accorgersene.
L'assenza di reazioni e' significativa. Come affermo' nel 2017 l'allora presidente della Fed Janet Yellen, il QT e' concepito per svolgersi silenziosamente sullo sfondo, 'come guardare la vernice che si asciuga'. A questo proposito, la conclusione senza intoppi di quest'ultimo ciclo di QT sembra un successo.
Perche' allora alcuni funzionari della Fed - il governatore Stephen Miran e altri membri dello staff - insieme al candidato alla presidenza della Fed Kevin Warsh e a diversi accademici ed ex membri dello staff della Fed (tra cui Bill Nelson del Bank Policy Institute) sostengono tutti la necessita' di un'ulteriore riduzione? Molti sostengono che l'interazione tra le normative bancarie post-crisi e la normale crescita dei depositi bancari possa portare a un bilancio della Fed sempre piu' ingente, a meno che non vengano adottate politiche volte a mitigare la domanda di riserve da parte delle banche.
A nostro avviso, esistono diversi modi per raggiungere questo obiettivo e si stanno gia' gettando le basi per poter potenzialmente riavviare un processo graduale di QT gia' a partire dalla seconda meta' del prossimo anno. Se attuato in modo graduale e prevedibile, analogamente ai programmi precedenti, con un monitoraggio costante della domanda da parte delle grandi banche, riteniamo che le ripercussioni sui mercati in generale saranno simili a quelle dell'esperienza recente: trascurabili.
La domanda di passivita' della Fed determina le dimensioni del bilancio La dimensione del bilancio della Fed riflette, in ultima analisi, la domanda delle sue passivita'. Come per qualsiasi istituzione, il bilancio della Fed e' costituito da attivita' e passivita'. Il lato dell'attivo e' composto principalmente da Treasury e da titoli MBS agency. Il lato del passivo comprende il contante in circolazione, le riserve bancarie detenute presso la Fed e il conto generale del Tesoro.
A partire dalla crisi finanziaria globale, la Fed ha fatto ricorso all'espansione del proprio bilancio per ovviare ai limiti imposti dal livello minimo effettivo dei tassi di interesse e fornire un ulteriore allentamento monetario. Ha finanziato tali acquisti di asset emettendo passivita' sotto forma di riserve a favore delle banche. La misura in cui la Fed sara' in grado di normalizzare il proprio bilancio in periodi di congiuntura piu' favorevole dipendera' dalla domanda di riserve da parte delle banche e anche dalla domanda di contante da parte del pubblico.
Le normative post-crisi hanno incrementato la domanda di riserve, imponendo alle banche di detenere determinati livelli di asset liquidi e di alta qualita' (ad esempio, riserve) a copertura di una parte del loro finanziamento - costituite in gran parte da depositi. Poiche' l'attivita' bancaria consiste nel concedere prestiti ed emettere linee di credito, operazioni che generano depositi, la domanda di riserve da parte delle banche ha continuato a crescere gradualmente nel tempo, di pari passo con l'aumento dei depositi bancari. Cio' ha portato a un bilancio della Fed piu' ampio, mentre il rapporto tra la liquidita' della banca centrale e i depositi bancari ha oscillato all'interno di un intervallo stabile, dato che la Fed ha ampliato e ridotto i propri asset per ragioni di politica monetaria *Economista di PIMCO.
Red-
(RADIOCOR) 19-04-26 10:40:27 (0155) 5 NNNN