Pimco: La Fed resta in attesa tra rischi contrastanti - LA PAROLA AL MERCATO
di Tiffany Wilding* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 apr - I mercati e gli osservatori non sono rimasti sorpresi quando la Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso di riferimento nella riunione di aprile. A nostro avviso, piu' degni di nota sono stati i tre voti contrari espressi dai membri con diritto di voto che non hanno appoggiato il mantenimento dell'implicito orientamento accomodante nel testo delle indicazioni prospettiche contenute nella dichiarazione di politica monetaria. Presumiamo che avrebbero preferito un segnale piu' forte, secondo cui la prossima mossa sui tassi di interesse, quando mai dovesse avvenire, potrebbe essere sia un aumento che un taglio.
Rimaniamo dell'opinione che la prossima mossa sara' un taglio dei tassi, ma i tempi sono tutt'altro che chiari.
La conferenza stampa del presidente Jerome Powell ha sottolineato l'ampia gamma di possibili esiti associati al conflitto in Medio Oriente, insieme a un livello di incertezza generalmente elevato. Ha lasciato intendere che le modifiche alla dichiarazione sono state decise all'ultimo momento: un numero maggiore di membri del comitato ha sostenuto cambiamenti piu' restrittivi rispetto alla precedente riunione di marzo. Powell ha inoltre sostenuto che la politica della Fed e' in una buona posizione per reagire alle implicazioni economiche dello shock dell'offerta energetica, che pone rischi per entrambi gli aspetti del duplice mandato della Fed: la massima occupazione e la stabilita' dei prezzi.
Finora i mercati sembrano aver interpretato i segnali della Fed come una svolta in senso restrittivo, sebbene la reazione appaia contenuta dalle aspettative che Kevin Warsh, il nuovo presidente della Fed, riesca a mantenere la Fed in una fase di attesa nonostante le pressioni stagflazionistiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente.
Riteniamo ancora che la Fed debba superare un ostacolo non indifferente per invertire la rotta e alzare i tassi. Data la significativa incertezza sui prezzi e sull'approvvigionamento energetico, e' probabile che l'istituto centrale mantenga i tassi invariati finche' non il trade-off tra inflazione e disoccupazione non risultera' piu' chiaramente delineato.
Perche' il tono e' risultato un po' piu' restrittivo Poiche' era ampiamente previsto che la Fed mantenesse i tassi invariati, la riunione sarebbe stata incentrata sulla comunicazione. La dichiarazione ha mantenuto un implicito orientamento accomodante - elemento che ha raccolto tre voti contrari - mentre il governatore Stephen Miran ha proseguito nel suo schema di dissenso a favore di una politica monetaria piu' espansiva.
L'orientamento accomodante nella dichiarazione e' sottile e ruota attorno alla frase sulla forward guidance: 'Nel considerare l'entita' e la tempistica di ulteriori adeguamenti dell'intervallo target per il tasso sui fondi federali ...' Il termine 'ulteriori' in questo contesto e' stato interpretato come riferimento a ulteriori tagli. I dissenzienti avrebbero presumibilmente preferito un'indicazione piu' decisa sul fatto che la prossima mossa sui tassi potrebbe essere sia un taglio che un rialzo - vediamo un orientamento restrittivo (o almeno meno accomodante) implicito nei loro dissensi. Quel linguaggio nella forward guidance potrebbe essere modificato o rimosso gia' dalla prossima riunione, se gli sviluppi lo giustificassero.
Durante la conferenza stampa, Powell ha espresso un modesto spostamento delle opinioni della Fed in una direzione piu' restrittiva. In pratica, cio' si traduce probabilmente in un periodo di mantenimento dei tassi invariati fino a quando i dati economici, le prospettive e il bilancio dei rischi non forniranno un quadro piu' chiaro del percorso di politica monetaria.
Lo scenario di base implica ancora tagli, ma la tempistica appare piu' condizionata Nonostante tutto cio', continuiamo a ritenere che la prossima mossa sui tassi sara', alla fine, un taglio, e individuiamo ancora intorno al 3% il livello del tasso neutrale. Tuttavia, la tempistica resta incerta. Se il conflitto con l'Iran e lo shock energetico appariranno piu' persistenti, potrebbe volerci piu' tempo prima che l'inflazione core inizi a moderarsi piu' chiaramente verso l'obiettivo della Fed, complicando la decisione di allentare la politica monetaria.
*economista di Pimco.
Red-
(RADIOCOR) 30-04-26 12:59:40 (0446) 5 NNNN