Pictet AM: mercati senza rifugio, l'impatto della crisi in Iran su asset allocation - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 apr - Regioni e settori azionari: Cina resiliente La guerra in Iran e la relativa crisi energetica hanno offuscato le prospettive per le azioni globali. Poiche' e' impossibile prevedere con precisione l'esito del conflitto o il suo impatto nelle varie regioni, stiamo riportando l'esposizione azionaria a livelli neutrali nella maggior parte dei mercati, preferendo non assumere posizioni direzionali fino a quando l'incertezza geopolitica non si sara' attenuata.
Un'eccezione e' costituita dall'azionario cinese. Ci aspettiamo che le aziende della seconda economia mondiale mostreranno una capacita' di assorbire gli shock esterni superiore rispetto alla maggior parte delle controparti. La Cina ha gia' messo insieme alcune delle piu' ampie riserve mondiali di petrolio e di altre materie prime vitali, oltre a garantirsi l'accesso a forniture energetiche alternative da Paesi come la Russia. La sua rapida adozione di energie rinnovabili e mobilita' elettrica avvenuta negli ultimi anni dovrebbe contribuire ulteriormente ad attutire il colpo.
Politiche monetarie e fiscali espansive dovrebbero sostenere la domanda interna, mentre la crescita delle esportazioni legate alla domanda di IA, insieme ad un aumento a monte dell'attivita' industriale e manifatturiera, dovrebbe continuare a sostenere le azioni cinesi. Per queste ragioni, manteniamo il sovrappeso sulle azioni dei mercati emergenti.
Al di fuori della Cina, le azioni dei mercati emergenti appaiono piu' vulnerabili. Secondo la nostra analisi, un aumento del 50% dei prezzi del petrolio della durata di quattro mesi provocherebbe un colpo economico particolarmente dannoso per gli importatori netti di petrolio come Thailandia, Corea, India e Sudafrica, pesando sulla crescita del PIL e sul commercio estero. Allo stesso tempo, un ampio apprezzamento del dollaro aggraverebbe ulteriormente le condizioni finanziarie, aumentando l'inflazione importata e i deflussi di capitale. In questo contesto, riduciamo l'allocazione azionaria dei mercati emergenti da sovrappeso a neutrale.
Abbiamo inoltre reso piu' difensiva la nostra allocazione settoriale, rivedendo al rialzo le utility, che beneficiano di una domanda stabile in tutti i cicli economici e nelle fasi di volatilita', e sono anche destinate a guadagnare ulteriore slancio grazie all'elettrificazione e alle politiche mirate all'indipendenza energetica.
Manteniamo il sovrappeso nel settore sanitario, un settore difensivo classificato tra i piu' interessanti nella nostra tabella delle valutazioni. E' probabile che anche i titoli sanitari traggano vantaggio dall'innovazione legata all'IA.
Passiamo a sottopeso i titoli dei consumi discrezionali, poiche' qualunque impennata inflazionistica graverebbe sui redditi reali e sulla spesa discrezionale. Inoltre, il tasso di risparmio personale statunitense era sceso al 4,5% a gennaio 2026 con l'esaurimento delle riserve di cassa create dalle famiglie durante la pandemia di Covid: una tendenza che sta mettendo in difficolta' il settore. La nostra posizione di sovrappeso nel settore tecnologico resta invariata. La recente correzione di questi titoli ha abbassato le valutazioni dai costosi livelli precedenti, mentre gli investimenti in data center e infrastrutture digitali in ambito IA dovrebbero continuare a sostenere la domanda per le aziende di hardware e semiconduttori.
In sintesi, lo scenario attuale impone agli investitori un approccio piu' prudente e flessibile, in cui la gestione del rischio torna ad essere centrale. L'assenza di chiare asset rifugio, unita all'elevata imprevedibilita' geopolitica e alle possibili pressioni stagflattive, riduce la visibilita' sulle dinamiche di breve periodo e limita l'efficacia delle tradizionali correlazioni di mercato. In questo contesto, mantenere un posizionamento bilanciato, con un focus su qualita', diversificazione e selettivita', appare la strategia piu' coerente in attesa di segnali piu' chiari sull'evoluzione del quadro macroeconomico e geopolitico.
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(RADIOCOR) 18-04-26 09:46:17 (0156) 5 NNNN