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Pictet AM: Hedge Funds, la nuova frontiera della diversificazione - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 apr - Parallelamente, l'incertezza geopolitica, aggravata da ultimo dalla guerra in Iran, e l'imprevedibilita' delle politiche economiche (in particolare, l'incertezza causata dai dazi americani) contribuiscono a generare movimenti di mercato improvvisi e marcati. Alcuni episodi recenti hanno evidenziato forti variazioni giornaliere degli indici di volatilita' (come il Vix, l'indice della paura), segnalando un contesto nel quale le tradizionali relazioni di diversificazione tra azioni e obbligazioni possono diventare meno stabili. In questo quadro emerge con maggiore forza la necessita' di integrare nei portafogli istituzionali fonti di rendimento meno dipendenti dall'andamento direzionale dei mercati.

Tra le strategie alternative, gli hedge fund rispondono proprio a questa esigenza. Il loro obiettivo non e' semplicemente partecipare al rialzo degli asset tradizionali, ma generare rendimento sfruttando inefficienze di mercato, differenze di valutazione tra titoli e trend macroeconomici globali. Negli ultimi anni queste strategie sono diventate sempre piu' accessibili agli investitori istituzionali europei grazie alla diffusione delle strutture UCITS, che replicano l'approccio hedge fund all'interno di un quadro regolamentare rigoroso. Il regime UCITS impone infatti standard elevati in termini di liquidita', trasparenza e controllo del rischio attraverso: valorizzazione giornaliera del portafoglio, limiti stringenti su leva finanziaria e concentrazione delle posizioni, obblighi di diversificazione e sistemi di controllo indipendenti tramite depositario.

Questa struttura rende queste strategie alternative compatibili con le esigenze di governance di fondazioni, casse di previdenza e compagnie assicurative. All'interno di questo universo si distinguono diverse famiglie di strategie, ciascuna con caratteristiche tecniche specifiche.

Le strategie Equity Long/Short combinano posizioni lunghe su titoli sottovalutati con posizioni corte su titoli sopravvalutati. L'esposizione netta al mercato viene mantenuta generalmente tra il 20% e il 60%, consentendo di partecipare al potenziale rialzo dell'azionario ma con una volatilita' inferiore rispetto agli indici tradizionali. In termini storici, queste strategie presentano una volatilita' intorno all'8-12% contro il 16-18% dell'equity globale e una capacita' di contenere le perdite nei ribassi, con downside capture mediamente compresa tra il 40% e il 60%. Le strategie Equity Market Neutral adottano un approccio ancora piu' indipendente dall'andamento direzionale dei mercati.

Attraverso posizioni long e short bilanciate mirano infatti a neutralizzare completamente il rischio sistematico, concentrando la generazione di rendimento sulla selezione relativa dei titoli. I rendimenti annuali tipici si collocano tra il 4% e l'8% con volatilita' tra il 5% e l'8%. Le strategie Multi-Strategy adottano invece un modello di diversificazione interna, combinando diverse fonti di alpha: equity long/short, relative value, event driven e opportunita' tattiche su piu' mercati. L'allocazione del capitale tra queste strategie viene modificata dinamicamente in funzione delle condizioni di mercato. Infine, le strategie Global Macro e CTA sistematiche operano sui grandi trend macroeconomici attraverso posizionamenti su azioni, obbligazioni, materie prime e valute. Molti modelli sono basati su tecniche di trend following che consentono di intercettare movimenti persistenti dei mercati. Queste strategie sono note per la loro capacita' di generare il cosiddetto crisis alpha: in fasi di stress dei mercati azionari hanno storicamente prodotto rendimenti positivi o decorrelati, contribuendo a stabilizzare il portafoglio.

Dal punto di vista quantitativo, le strategie alternative UCITS presentano caratteristiche di rischio significativamente diverse rispetto agli investimenti tradizionali. Mentre l'azionario globale mostra volatilita' annualizzate intorno al 14-16%, le strategie hedge UCITS operano generalmente con target compresi tra il 4% e l'8%.

Anche i drawdown risultano storicamente molto piu' contenuti: nelle fasi di stress piu' severe gli indici azionari possono registrare perdite del 30-40%, mentre portafogli alternativi ben diversificati tendono a limitare i ribassi nell'ordine dell'8-12%. Queste caratteristiche si traducono in benefici concreti nella costruzione dell'asset allocation istituzionale. L'inserimento di una quota moderata di strategie alternative - ad esempio il 10% del portafoglio - puo' ridurre la volatilita' complessiva di circa un punto percentuale, migliorare il profilo di drawdown e ridurre la correlazione con l'azionario tradizionale.

*Head of Institutional **Senior Manager Institutional Clients di Pictet Asset Management "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 18-04-26 13:34:21 (0316) 5 NNNN

 


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