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Ofi Invest AM: solo la Cina sembra poter resistere a una crisi petrolifera - PAROLA AL MERCATO

di Jean-Marie Mercadal* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 10 mag - Sebbene solide e resilienti, le economie dell'Estremo Oriente sono ancora fortemente dipendenti dal Golfo Persico dal punto di vista energetico. La spinta positiva osservata negli scorsi mesi si aggrappa a una fine rapida delle ostilita'.

L'esposizione al petrolio del Golfo puo' variare significativamente tra un'economia dell'Estremo Oriente a un'altra: le maggiormente dipendenti sono Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan, ma delle 15 nazioni asiatiche prese in esame, sono ben 9 quelle che importano piu' del 70% del petrolio da li'. Non solo, lo Stretto di Hormuz e' anche uno snodo fondamentale per il 70% delle importazioni indiane. La Cina, invece, appare meno esposta.

E' vero che questa prende comunque il 50% del petrolio e del gas da quell'area, ma queste due fonti rappresentano appena il 25% del mix energetico nazionale.

In ogni caso, come nel resto del mondo, anche in Asia il timore e' la stagflazione, ovvero un rallentamento economico combinato con un'inflazione elevata e in rialzo; per questo una rapida fine della guerra sarebbe comunque una buona notizia, cosi' come una pronta ripresa della normale attivita' economica, che preserverebbe le prospettive sugli utili aziendali, anche se le valutazioni sono scese.

Si osservano gia' dei cali significativi Dal 31 marzo, l'indice MSCI Emerging Markets Asia ex China ha perso quasi il 15% in euro, ma e' ancora in rialzo del 5% da inizio anno. A titolo di confronto, l'indice Euro Stoxx ha perso quasi il 10% e il 4% da inizio anno. Il mercato coreano si e' naturalmente consolidato dopo una fortissima impennata di oltre il 120% negli ultimi 12 mesi, ma anche le azioni indiane hanno subito un duro colpo, in un paese fortemente esposto alle importazioni di petrolio e gas. I titoli azionari indiani sono in calo dell'11% dall'inizio del conflitto e del 13% da inizio anno. Tuttavia, stanno tornando a essere attrattivi, con un rapporto prezzo/utili (P/E) di circa 20, in linea con la media storica, con le prospettive di guadagno che appaiono piu' positive.

*CEO di Syncicap (partecipata Ofi Invest).

Red-

(RADIOCOR) 10-05-26 13:39:30 (0251) 5 NNNN

 


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