ODDO BHF AM: tensioni nel Golfo e AI, la nuova mappa dei rischi per l'investitore - PAROLA AL MERCATO
di Laurent Denize* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 1 mag - I mercati finanziari sono attualmente fortemente influenzati da eventi in gran parte imprevedibili e difficili da controllare per gli investitori. L'avvio di negoziati volti a un cessate il fuoco, unito al blocco statunitense dei porti iraniani, ha riacceso le speranze di una de-escalation del conflitto con l'Iran. Tuttavia, tali aspettative restano fragili e potrebbero essere rapidamente disattese in caso di fallimento dei colloqui. Sebbene le posizioni mutevoli della Casa Bianca sullo stato delle trattative possano creare opportunita' di breve periodo, la loro rilevanza resta limitata per gli investitori di lungo termine, categoria alla quale riteniamo di appartenere.
Piu' in generale, le prime settimane di conflitto hanno gia' offuscato le prospettive di crescita globale e aumentato i rischi inflazionistici. Nel World Economic Outlook pubblicato a meta' aprile, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede una crescita piu' debole anche nello scenario piu' favorevole di una rapida fine del conflitto: le stime sono state riviste al ribasso dal 3,2% al 3,1%, mentre l'inflazione potrebbe raggiungere il 4,4%.
Una prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe conseguenze ben piu' gravi sia sulla crescita sia sull'inflazione. Pur ritenendo piu' probabile un accordo di cessate il fuoco duraturo tra Stati Uniti e Iran rispetto a una ripresa delle ostilita', le ripercussioni economiche e finanziarie del conflitto resterebbero significative anche in caso di rapida stabilizzazione.
Negli Stati Uniti come in Europa, i mercati obbligazionari non scontano piu' tagli dei tassi nel breve termine.
Nell'area euro, sono addirittura attese ulteriori strette monetarie. I mercati finanziari sembrano quindi trovarsi a un punto di svolta, alle soglie di un nuovo contesto caratterizzato da tassi di interesse strutturalmente piu' elevati rispetto al periodo pre-Covid, da incertezza geopolitica e da profonde trasformazioni tecnologiche le cui implicazioni settoriali restano ancora in parte da definire.
Una forte reazione dei mercati obbligazionari Nonostante questo contesto incerto, i mercati azionari hanno generalmente mostrato resilienza, pur con frequenti episodi di volatilita'. I mercati obbligazionari, al contrario, hanno reagito in modo molto piu' marcato: i tassi di interesse, sia a breve sia a lungo termine, sono aumentati a livello globale. A differenza di altre crisi geopolitiche, questo fenomeno non ha portato a un rifugio duraturo nei titoli di Stato considerati sicuri.
Questa dinamica e' principalmente spiegata da fattori strutturali, come gli elevati deficit pubblici, il crescente fabbisogno di finanziamento degli Stati e l'aumento dell'offerta di obbligazioni. Per gli investitori, cio' implica che il rischio di duration torna a giocare un ruolo piu' rilevante e merita maggiore attenzione.
Un momento decisivo per l'intelligenza artificiale Allo stesso tempo, l'intelligenza artificiale sta entrando in una fase cruciale. Gli investitori cercano oggi di distinguere i futuri vincitori dagli operatori che potrebbero essere messi sotto pressione. L'ondata di investimenti legata all'AI e' molto reale, come dimostrano gli ingenti capitali destinati dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi a data center, chip e infrastrutture.
*Global Co-CIO ODDO BHF.
Red-
(RADIOCOR) 01-05-26 12:04:29 (0204) 5 NNNN