Nuveen: la tesi d'investimento dell'AI si e' capovolta - PAROLA AL MERCATO
di Laura Cooper * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 feb - Non si tratta piu' solo di puntare sui vincitori, ma sempre piu' di evitare i perdenti: quelle societa' i cui modelli di business sono maggiormente a rischio di disruption. Questa transizione e' iniziata con le imprese digitali, ma il sell-off visto nel comparto software si sta propagando tra le varie asset class - dal private credit che ha un'esposizione significativa al software fino a segmenti dei mercati pubblici - man mano che aumentano i rischi di disruption legati all'IA.
Emerge ora un tema ricorrente: gli investitori non si chiedono piu' "chi trarra' vantaggio dall'AI?", bensi' "chi verra' rimpiazzato?". E l'ondata di vendite sta ridefinendo questo scenario di opportunita' in tempo reale.
I mercati prima 'colpiscono' (il software) e poi fanno domande Il software e' stato al centro del recente repricing. Il rapido progresso dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) sta cambiando i costi di creazione e distribuzione del software, abbassando le barriere all'ingresso e intensificando la concorrenza. Cio' mette in discussione i modelli di business esistenti, spingendo verso un passaggio strutturale dai modelli ad abbonamento (Software as a Service) a quelli basati sul consumo, sollevando interrogativi sul futuro stesso del modello SaaS.
Al contempo, i mercati potrebbero sovrastimare la velocita' di tale disruption. Le aziende si muovono lentamente, i flussi di lavoro sono profondamente radicati e i costi di sostituzione rimangono elevati. I multipli sui ricavi futuri (forward revenue multiples) sono passati per molti nomi del software da circa 10x a 4-6x; sebbene un re-rating fosse giustificato, il sell-off e' stato indiscriminato.
Non siamo di fronte a un momento in cui bisogna "vendere tutto il comparto software", quanto piuttosto a un'opportunita' di selezione dei titoli. Il settore sta attraversando una necessaria fase di price discovery, mentre il mercato distingue tra aziende con modelli solidi e potere di determinazione dei prezzi e quelle che rischiano la disintermediazione.
Restiamo concentrati su criteri strutturati per identificare le aziende con una comprovata integrazione dell'AI, forti effetti di rete e la flessibilita' necessaria per la transizione dei modelli di pricing: .Vincitori: "Le societa' che operano in categorie con elevati requisiti di specializzazione e personalizzazione sono quelle posizionate in modo migliore: si pensi ai software di progettazione, alle soluzioni verticali specifiche e ai sistemi ERP (Enterprise Resource Planning). A livello di fornitori, il successo favorisce quelli con solidi vantaggi competitivi in termini di dati e flussi di lavoro e modelli di prezzo basati sull'utilizzo o sui risultati" .Perdenti: "Le applicazioni orientate ai servizi e le app creative con basse esigenze di personalizzazione sono particolarmente vulnerabili. Chi presenta barriere difensive deboli, modelli di prezzo basati sul numero di licenze (seat-based), scarsi progressi nell'AI ed ecosistemi chiusi affronta un rischio di disruption elevato." * global investment strategist and head of macro credit di Nuveen.
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(RADIOCOR) 25-02-26 14:18:49 (0409) 5 NNNN