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NS Partners: M&A banche ancora piu' cruciale con guerra Iran - PAROLA AL MERCATO

di Giacomo Calef* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 mar - UniCredit riapre il cantiere del consolidamento europeo con la mossa su Commerzbank, spingendo la partecipazione oltre la soglia del 30%: un livello che non garantisce la maggioranza, ma che rappresenta un passaggio chiave sul piano regolamentare e strategico. Superata questa quota, infatti, si entra in un'area di influenza significativa, in grado di orientare governance e scelte industriali, soprattutto in presenza di un azionariato frammentato. Il punto, pero', va oltre il singolo dossier: la partita che si gioca e' quella, piu' ampia, della costruzione di veri gruppi bancari paneuropei, in un sistema ancora fortemente frammentato.

Il timing e' tutt'altro che neutrale. Le tensioni geopolitiche continuano a riflettersi sui mercati energetici, con il petrolio su livelli elevati e il gas europeo soggetto a forti oscillazioni. Questo ha contribuito a mantenere un livello di incertezza sulle dinamiche inflattive e, di conseguenza, sul percorso dei tassi.

In uno scenario di inflazione piu' persistente, le banche centrali potrebbero mantenere una postura ancora restrittiva, pur in una fase di graduale normalizzazione: i tassi resterebbero su livelli relativamente elevati e il margine d'interesse continuerebbe a sostenere i risultati delle banche.

Negli ultimi trimestri, proprio grazie ai tassi piu' alti, i principali gruppi europei hanno registrato un incremento del margine di interesse anche superiore al 20% anno su anno, rafforzando la redditivita' complessiva. Ma il rovescio della medaglia e' evidente. Tassi elevati piu' a lungo significano anche maggiori pressioni su famiglie e imprese indebitate, con il rischio di un aumento dei crediti deteriorati.

Un altro elemento chiave riguarda il costo della raccolta.

Negli ultimi giorni il mercato obbligazionario ha mostrato segnali di tensione: diverse emissioni bancarie senior e subordinate investment grade sono arrivate a offrire rendimenti prossimi o superiori al 5% annuo, livelli che non si vedevano da tempo.

Le principali banche centrali, inclusa la BCE, hanno mantenuto finora un approccio prudente, lasciando aperta la possibilita' di un periodo prolungato di condizioni finanziarie restrittive.

In questo contesto, le operazioni di acquisizione richiedono basi patrimoniali solide e una gestione attenta del capitale.

Non e' un caso che il mercato guardi con attenzione agli indicatori di capitale CET1, oggi mediamente sopra il 13-14% per le grandi banche europee, e alla capacita' di assorbire shock senza compromettere la distribuzione di dividendi. Allo stesso tempo, diventa sempre piu' rilevante la diversificazione dei ricavi, per ridurre la dipendenza dal margine di interesse. Gia' oggi, per alcuni grandi gruppi, i ricavi da commissioni su servizi di investimento e assicurazione rappresentano oltre il 35-40% del totale. In questo equilibrio ancora instabile, il consolidamento appare al tempo stesso necessario e complesso: una direzione quasi obbligata, ma tutt'altro che priva di rischi.

*country head Italia di NS Partners "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

Red-

(RADIOCOR) 23-03-26 13:57:48 (0364) 5 NNNN

 
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