MUFG Bank: ecco cosa dicono gli ultimi dati dell'Eurozona - PAROLA AL MERCATO
di Henry Cook* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 mag - I dati dei sondaggi continuano a indicare un rallentamento dell'attivita' economica, a partire pero' da una situazione gia' debole: la nostra ipotesi iniziale era che il conflitto tra Stati Uniti e Iran sarebbe durato settimane e non mesi, ma siamo ormai alla dodicesima settimana e probabilmente dobbiamo iniziare a considerare il secondo scenario. La questione di Hormuz continua infatti a rivelarsi irrisolvibile e le conseguenze macroeconomiche delle interruzioni iniziano a emergere con sempre maggiore evidenza nei dati. Ci aspettavamo una lettura del PMI questa settimana inferiore al consenso, ma il deterioramento e' stato persino piu' netto di quanto temuto. L'indice composito e' sceso ai minimi degli ultimi 31 mesi, mentre la componente dei servizi ha registrato il livello piu' basso dalla pandemia.
Il PMI aggregato dell'area euro e' stato penalizzato soprattutto dalla debolezza del dato francese (composito a 43,5). Questo andamento appare pero' poco coerente con l'indagine nazionale dell'INSEE pubblicata venerdi' scorso, che mostra una maggiore resilienza. In Germania, invece, il PMI e' migliorato marginalmente, dinamica confermata anche da un lieve miglioramento dell'indagine Ifo. Va inoltre segnalato che la fiducia dei consumatori dell'area euro e' salita leggermente a maggio. Pertanto, sebbene il solo PMI aggregato sia ora coerente con una lieve contrazione del PIL nel secondo trimestre, manteniamo il nostro scenario base di crescita piatta (0%). Guardando oltre, continuiamo a prevedere una crescita moderata, intorno allo 0,2% trimestre su trimestre, nella seconda meta' dell'anno. Questa previsione si basa sull'ipotesi che eventuali progressi sulla questione Hormuz possano sostenere la fiducia, anche se la stretta monetaria e gli effetti ritardati dello shock energetico e delle piu' ampie interruzioni delle catene di approvvigionamento continueranno probabilmente a rappresentare un freno persistente.
Il nostro attuale profilo trimestrale ci porta a prevedere una crescita media annua dell'area euro pari allo 0,6% nel 2026, ossia 0,6 punti percentuali al di sotto dello scenario base pre-conflitto. Questo dato e' sensibilmente inferiore rispetto alle ultime previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea (0,9%, con una revisione al ribasso di 0,3 punti percentuali), ma continuiamo comunque a ritenere che i rischi al ribasso possano essere ancora sottostimati anche nelle nostre valutazioni. Dopo una crescita debole nel primo trimestre (penalizzata dai volatili dati irlandesi), sarebbe sufficiente anche una recessione tecnica molto lieve perche' la crescita scenda verso lo 0,4% indicato nello scenario 'severo' delineato dalla BCE a marzo.
I prossimi mesi rappresenteranno un test importante per la resilienza dell'economia.
*Senior Europe Economist di MUFG Bank.
Red-
(RADIOCOR) 25-05-26 13:39:00 (0275) 5 NNNN