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MUFG Bank: Bce, il tempo per guardare oltre lo shock dei prezzi energetici sta finendo - PAROLA AL MERCATO

di Lee Hardman* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 apr - La Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi di riferimento nella riunione odierna. L'istituto ha evidenziato come i rischi al rialzo per l'inflazione e quelli al ribasso per la crescita si siano intensificati. Tuttavia, la BCE non ha ritenuto che cio' giustificasse un rialzo immediato dei tassi e ha preferito prendersi piu' tempo per valutare l'impatto dello shock dei prezzi energetici sull'economia dell'area euro. La presidente Christine Lagarde ha indicato che l'economia dell'eurozona si sta allontanando dallo scenario di base, senza pero' arrivare ad affermare che lo scenario avverso sia ora quello piu' probabile. Rimane quindi aperta la possibilita' di rialzi graduali dei tassi a partire dalla prossima riunione di politica monetaria di giugno.

Reazione contenuta dei mercati mentre la BCE resta fedele alla linea prevista L'aggiornamento odierno di politica monetaria della BCE ha avuto solo un impatto contenuto sull'andamento dell'EUR.

Prima dell'annuncio, il cambio EUR/USD si attestava intorno a 1,1720, per poi scendere fino a un minimo di 1,1687.

Analogamente, EUR/GBP e' calato da circa 0,8660 a un minimo di 0,8640. Allo stesso tempo, il mercato dei tassi dell'area euro ha leggermente ridimensionato le aspettative di rialzi dei tassi da parte della BCE. Il rendimento implicito sul contratto futures ESTR a tre mesi con scadenza dicembre 2026 e' diminuito di circa 3 punti base.

La reazione contenuta dei mercati evidenzia l'assenza di sorprese rilevanti sul fronte della politica monetaria. La recente e chiara guidance della BCE sta contribuendo a contenere la volatilita' dei tassi di interesse in un contesto di elevata incertezza derivante dallo shock senza precedenti dei prezzi energetici. Il mercato dei tassi dell'area euro continua comunque a prezzare circa 75 punti base di rialzi della BCE. Sebbene le nostre previsioni indichino solo 50 punti base, e' ragionevole che il mercato incorpori un certo rischio di una stretta piu' aggressiva nello scenario 'severo', finche' lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso.

L'EUR continua a dimostrarsi piu' resiliente di quanto inizialmente previsto in risposta allo shock dei prezzi energetici. Il prezzo del petrolio Brent e' aumentato di circa il 60% dall'inizio del conflitto, ma EUR/USD e' sceso solo di circa l'1,0%. Dopo aver inizialmente tentato senza successo di scendere sotto il livello di supporto di 1,1400, il cambio si e' successivamente stabilizzato in un intervallo compreso tra 1,1400 e 1,1900. Quanto piu' a lungo lo Stretto di Hormuz restera' chiuso, tanto maggiore sara' il rischio che EUR/USD possa ritestare la parte bassa di questo intervallo, innescando uno shock stagflazionistico piu' marcato per le economie europee. Nel frattempo, la combinazione di una resiliente propensione al rischio da parte degli investitori globali e dell'orientamento relativamente restrittivo della BCE sta contribuendo a sostenere l'EUR. La BCE appare ancora sulla buona strada per aumentare i tassi prima della Federal Reserve, riducendo i differenziali di rendimento tra area euro e Stati Uniti.

*Senior Currency Analyst di MUFG Bank.

Red-

(RADIOCOR) 30-04-26 18:00:30 (0856) 5 NNNN

 


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