Moneyfarm: tra tensioni globali e mercati nervosi: il fragile equilibrio che guida gli investitori - PAROLA AL MERCATO
di Richard Flax* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 4 apr - Il conflitto in Medio Oriente continua a evolversi, e dopo un'altra settimana particolarmente intensa, le prospettive appaiono ancora incerte. Da un lato, l'amministrazione statunitense sembra determinata a proseguire i negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz; dall'altro, rafforza simultaneamente la propria presenza militare nell'area. L'Iran mantiene una posizione ufficiale di chiusura al dialogo, pur consentendo il transito a un numero crescente di petroliere considerate 'non ostili'. Nel frattempo, Israele continua le operazioni su piu' fronti, coinvolgendo sia l'Iran sia il Libano. A questo quadro gia' complesso si aggiunge il protrarsi del conflitto in Ucraina, con possibili ulteriori ripercussioni sull'offerta energetica globale.
Guardando ai mercati, gli investitori sembrano ancora scontare una risoluzione relativamente rapida del conflitto, almeno per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico, nonostante la crisi si stia gia' prolungando oltre le attese iniziali. Dalla fine di febbraio, le azioni globali hanno registrato un calo del 5,5% circa, un movimento che appare piu' legato al peggioramento delle aspettative su crescita e utili che non all'ipotesi di uno scenario bellico prolungato.
I mercati stanno inoltre iniziando a incorporare un rischio crescente di stagflazione, una combinazione di crescita piu' debole e inflazione piu' elevata. In questo contesto, sia le azioni sia le obbligazioni a lunga scadenza hanno mostrato difficolta', mentre il petrolio ha registrato un rialzo. Per quanto riguarda l'oro, in un contesto geopolitico teso ci si aspetterebbe una performance da bene rifugio, ma nel corso dell'ultimo mese il metallo giallo ha sottoperformato sia le azioni sia le obbligazioni, riflettendo probabilmente prese di profitto dopo un anno particolarmente positivo, oltre ad aspettative di tassi reali piu' elevati. L'incertezza geopolitica resta elevata, ma e' evidente una crescente pressione verso una possibile de-escalation, che contribuirebbe a ridurre i prezzi del greggio. Il punto cruciale resta il fattore tempo: piu' il conflitto si prolunghera', maggiore sara' il suo impatto sull'economia.
Sul fronte dei portafogli, l'approccio rimane improntato alla prudenza e alla diversificazione, nonostante le recenti performance negative di azioni e obbligazioni. I listini azionari non sembrano ancora aver raggiunto livelli tali da giustificare un aumento dell'esposizione: se, da un lato, le valutazioni iniziano a diventare piu' interessanti in ottica di lungo periodo, dall'altro l'impatto sugli utili potrebbe non essere ancora pienamente riflesso nei prezzi.
Nel comparto obbligazionario, le scadenze piu' lunghe iniziano a offrire maggiore valore, pur in un contesto ancora volatile, e mantengono per ora un peso contenuto nei portafogli.
In una fase caratterizzata da incertezza e volatilita', resta fondamentale mantenere lo sguardo sugli obiettivi di lungo termine, evitando di farsi condizionare dal rumore di breve periodo.
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Red
(RADIOCOR) 04-04-26 13:04:57 (0273) 5 NNNN