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Moneyfarm: la reazione dei mercati alla crisi in Medio Oriente - PAROLA AL MERCATO

di Richard Flax* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 mar - - A pochi giorni dallo scoppio della crisi in Medio Oriente, la reazione dei mercati non ha, per il momento, riservato particolari sorprese. Le materie prime hanno registrato performance positive, sostenute soprattutto dal rincaro dei prezzi del petrolio, mentre i listini azionari hanno mostrato una certa debolezza. Sul fronte obbligazionario, i titoli con scadenze piu' lunghe hanno sofferto piu' di quelli a breve termine: i timori di un possibile ritorno dell'inflazione hanno infatti spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato.

Nel complesso, la risposta dei mercati appare relativamente contenuta, soprattutto se si considera il rischio di ulteriori interruzioni nell'approvvigionamento energetico.

Anche gli investitori sembrano interpretare la situazione in modo piuttosto ottimistico: l'ipotesi prevalente e' che le tensioni possano rivelarsi di breve durata e che l'impatto sul contesto macroeconomico globale resti limitato.

Tra i mercati azionari, Wall Street ha finora dimostrato una tenuta migliore, anzitutto per una questione di distanza geografica dall'epicentro del conflitto, ma anche per il maggior grado di autosufficienza energetica degli Usa, per quanto il prezzo della benzina finira' comunque col riflettere l'aumento del costo del petrolio. Inoltre, il rafforzamento del dollaro sostenuto dalla corsa ai beni rifugio ha favorito il rendimento degli ETF azionari statunitensi denominati in sterline o euro. A risentire maggiormente dei timori di un aumento dei prezzi dell'energia e di possibili interruzioni nelle forniture sono stati soprattutto i mercati azionari europei ed emergenti. Nel comparto del credito, le esposizioni piu' rischiose, come l'high yield globale o il debito dei mercati emergenti, hanno finora retto bene, anche grazie alla loro durata mediamente piu' breve, e al momento gli investitori non sembrano particolarmente preoccupati per un eventuale deterioramento della qualita' del credito.

Naturalmente e' opportuno evitare conclusioni affrettate, ma finora i mercati si sono dimostrati piu' resilienti del previsto e la diversificazione ha svolto un ruolo decisivo: materie prime, azionario Usa e credito societario si sono confermati elementi chiave nella costruzione dei portafogli.

I titoli di Stato a lunga scadenza, invece, hanno offerto una protezione piu' limitata rispetto al rischio azionario, ricordando agli investitori come una corretta diversificazione non possa ridursi alla semplice combinazione di azioni e titoli governativi.

*Chief Investment Officer di Moneyfarm "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 09-03-26 13:00:52 (0299) 5 NNNN

 


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