MFS IM: commento post riunione Bce - PAROLA AL MERCATO
di Annalisa Piazza* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 apr - La Bce ha mantenuto il tasso di riferimento invariato al 2%, con le linee guida prospettiche e il tono della dichiarazione di aprile sostanzialmente immutati rispetto a marzo. Questa coerenza indica che i responsabili politici non sono ancora pronti a cambiare orientamento, preferendo attendere dati piu' decisive prima di agire.
Le prossime sei settimane saranno decisive. Una base di dati piu' ampia dovrebbe aiutare la Bce a evitare gli errori di politica monetaria del passato: un rialzo dei tassi prematuro, come nel 2011, o una reazione tardiva, come probabilmente nel 2022. Per ora, la Bce si trova in una posizione relativamente comoda: le condizioni finanziarie si stanno gia' inasprendo sui mercati e non vi sono chiari segnali di effetti di secondo ordine, come una spirale salari-prezzi. Anche i risultati delle rilevazioni suggeriscono una pressione salariale limitata, rafforzando le ragioni a favore della pazienza.
Questo contesto consente alla Bce di 'guadagnare tempo' e valutare in che modo gli shock dal lato dell'offerta si ripercuotono sia sull'inflazione che sulla crescita. E' importante sottolineare che il monitoraggio attento degli sviluppi non implica un intervento imminente. I responsabili politici non segnalano attualmente un'elevata probabilita' di recessione, ma sono chiaramente consapevoli che un inasprimento prematuro della politica monetaria potrebbe aumentare il rischio di stagnazione o, nel peggiore dei casi, far contrarre l'economia.
Dal punto di vista dei mercati, si osserva un notevole divario. Gli attuali prezzi di mercato implicano circa 75 punti base di ulteriori aumenti dei tassi entro la fine del 2026. A nostro avviso cio' appare eccessivo, poiche' spingerebbe la politica monetaria in un territorio chiaramente restrittivo in un momento in cui il divario tra produzione effettiva e potenziale e' gia' negativo, il che significa che l'economia sta funzionando al di sotto del proprio potenziale. Un ulteriore inasprimento della politica monetaria in un contesto del genere rischia di aggravare il rallentamento. Se le aspettative di inflazione a medio termine rimangono stabili, lo scenario piu' probabile e' quello di un ulteriore irrigidimento monetario limitato, con forse uno o due aumenti dei tassi, che porterebbero i tassi verso la fascia alta del livello di neutralita' piuttosto che in territorio restrittivo. Questo consentirebbe alla Bce di contenere le aspettative di inflazione senza danneggiare inutilmente la crescita. Continuiamo a vedere valore nella parte a breve della curva dei titoli di Stato europei.
In sintesi, la Bce sta percorrendo una strada molto stretta: deve trovare un equilibrio tra i crescenti rischi di inflazione e l'indebolimento della crescita, mentre i mercati potrebbero sopravvalutare la portata delle future misure di inasprimento.
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(RADIOCOR) 30-04-26 16:52:45 (0800) 5 NNNN