Masi Agricola: Girotto, 2026 sara' complesso ma puntiamo a sovraperformare mercato - INTERVISTA
In 2025 penalizzati da cambi e difficolta' distribuzione (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 apr - Masi Agricola guarda al 2026 con l'obiettivo di sovraperformare il settore, pur in uno scenario che resta incerto e difficilmente prevedibile. 'Fortunatamente abbiamo un brand premium affermato in oltre 140 Paesi e questo ci da' una marcia in piu' che ci consente di puntare a over-performare l'andamento del mercato', spiega in una intervista a Radiocor l'amministratore delegato del gruppo, Federico Girotto, indicando nella solidita' del brand, nel forte ancoraggio territoriale e in una struttura aziendale evoluta i principali driver di crescita. Il gruppo, tuttavia, mantiene un approccio prudente in un contesto segnato da consumi deboli, costo del denaro ancora elevato e atteggiamento cauto lungo tutta la filiera.
In questo quadro, la societa' 'proprio per una difficolta' previsionale' nel 2025 si e' dotata di una piattaforma finanziaria, grazie a un finanziamento in pool sottoscritto con alcuni istituti di credito che 'hanno dimostrato di credere nel settore del vino e in aziende che lo interpretano come facciamo noi', continua il ceo.
Alle spalle resta un 2025 complesso, 'non all'altezza delle performance a cui siamo abituati', spiega Girotto, ma con una tenuta relativa rispetto al settore, sia in termini di ricavi sia di redditivita'. Il gruppo ha chiuso l'anno con ricavi in calo del 3,7% a 64,4 milioni e una perdita di 1,4 milioni.
'Nell'insieme abbiamo avuto un 2025 non soddisfacente, ma in una comparazione con il mercato abbiamo tenuto, nonostante l'effetto cambi', racconta l'amministratore delegato, sottolineando come le criticita' abbiano riguardato soprattutto la filiera distributiva e alcune geografie chiave come gli Stati Uniti. Sul mercato americano, in particolare, hanno inciso sia la volatilita' valutaria sia le difficolta' strutturali della distribuzione. 'La penalizzazione e' arrivata piu' dalla distribuzione che dal cambio', osserva il manager, evidenziando come il consolidamento negli Usa degli ultimi dieci anni abbia lasciato spazio, nel biennio 2024-2025, a operazioni di turnaround tra i principali player, con ricadute sulla capacita' di penetrazione dei vini. A questo si aggiunge il tema dei dazi, destinati a pesare progressivamente 'sulle tasche dei consumatori americani e non solo'.
Martina Soligo.
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